Il nome è nuovo, il profilo no. Pedro Henrique Azevedo Pereira, per tutti Pedrinho, è il terzino sinistro brasiliano dello Shakhtar che l'Inter ha osservato da vicino mercoledì sera a San Siro. Secondo Tuttosport, che ha pubblicato l'indiscrezione il 23 ottobre, il giocatore ha superato l'esame e avrebbe ottenuto il gradimento di Marotta. Nessuna trattativa, però: solo un interesse.
Chi è Pedrinho, e chi non è
Prima cosa, la più importante: non è il Pedrinho uscito dal campo al 30' a San Siro. Quello è il numero 10 dello Shakhtar, brasiliano del 1998, ex Benfica, centrocampista, sostituito da Nazaryna per infortunio. Il giocatore di cui parliamo è un altro: nato a Salvador l'11 luglio 2002, 24 anni, numero 13, mancino, terzino.
Dalla carriera: Vitória in Bahia, prima squadra nel 2020, poi l'Athletico Paranaense tra Brasileirão e Libertadores. Il 19 luglio 2023 lo Shakhtar lo ha portato a Donetsk con un contratto fino al giugno 2028; nel 2024/25 31 partite complessive, sei in Champions League, secondo i dati del club.
La sera in cui si è fatto notare
Contro l'Inter, la squadra di Arda Turan lo ha schierato a sinistra: ha contenuto Spence e si è proposto quando lo Shakhtar aveva il pallone. I nerazzurri hanno vinto 1-0 con il gol di Carlos Augusto al 77', in dieci dal 68' per il doppio giallo di Bastoni (la cronaca). Il numero 13 è stato tra i più convincenti: 7 nelle pagelle di Eurosport, riferite da DAZN.
Tuttosport descrive un fluidificante dai piedi educati, ben strutturato, con forza esplosiva e velocità: difficile da saltare nel breve, ancora discontinuo nelle scelte. Il paragone circolato è quello con Serginho, l'esterno brasiliano che ha fatto la storia del Milan. In questa stagione 11 presenze, un gol da fuori area al Veres Rivne e un assist contro l'LNZ Cherkasy.
Il prezzo: 25 milioni, e forse di più
Il contratto è stato rinnovato da poco: la scadenza è ora fissata al 31 dicembre 2030, dopo l'accordo iniziale del 2023. Lo Shakhtar non ha fretta e, secondo Tuttosport, valuta il giocatore almeno 25 milioni, una cifra destinata a salire se la stagione continua così. A Donetsk c'è la convinzione che arriverà un'offerta importante.
L'Inter, dal canto suo, non ha presentato nulla: segue e aspetta il momento giusto. È la differenza tra un nome sul taccuino e una trattativa, e in questo caso siamo ancora al primo dei due.
Perché un esterno così serve comunque
Pedrinho ha sempre giocato a sinistra, ma può coprire anche la corsia opposta, in una difesa a quattro come da quinto in un 3-5-2: è la ragione per cui il suo nome è finito sul tavolo. Le fasce dell'Inter sono il reparto più esposto: a destra Spence e Diouf, con Luis Henrique fuori per il risentimento all'adduttore lungo; a sinistra Dimarco e Carlos Augusto. Un esterno che fa entrambe le cose, a 24 anni, è il tipo di innesto che una dirigenza tiene in lista.
Detto questo, la prudenza è d'obbligo: nessuna offerta documentata, nessun incontro raccontato, e un prezzo che può cambiare in tre mesi. L'Inter ha altri dossier aperti, primo fra tutti un leader difensivo per gennaio. Il nome di Pedrinho, per ora, resta una segnalazione.
