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Shakhtar, chi è l'avversario: Turan e l'asse brasiliano

Un tecnico di 39 anni cresciuto tra Atlético Madrid e Barcellona, un attacco brasiliano e una casa a Londra: identikit dello Shakhtar che mercoledì sera arriva a San Siro.

Di Redazione Interisti.org3 min di lettura

Un pallone da calcio sul cerchio di centrocampo di uno stadio vuoto, illuminato di notte dai riflettori
Mercoledì 21 ottobre alle 21 a San Siro arriva lo Shakhtar Donetsk di Arda Turan

Punti chiave

  • Quattro punti in due giornate: 1-1 a Eindhoven con il PSV e 3-1 sull'AEK a Stamford Bridge.
  • Arda Turan, 39 anni, ex Atlético e Barcellona, allena lo Shakhtar dal 2025.
  • L'attacco passa dai brasiliani Pedrinho, Alisson Santana e Kauã Elias.

Quattro punti contro zero. In questa fase campionato lo Shakhtar ha fatto meglio dell'Inter: un pareggio e una vittoria contro due sconfitte. Mercoledì 21 ottobre alle 21 a San Siro arriva una squadra giovane, senza nulla da perdere.

Il tecnico: Arda Turan

Istanbul, 30 gennaio 1987. Cresciuto nel Galatasaray, Turan si è fatto conoscere in Europa con l'Atlético Madrid (2011-2015) e poi con il Barcellona (2015-2020). Con la Turchia, 100 presenze e 17 gol. Suo il terzo gol nella semifinale di Champions del 2014 a Stamford Bridge, quello che portò i colchoneros alla finale.

In panchina è arrivato presto: Eyüpspor nel 2023, Shakhtar nel 2025, titolo ucraino alla prima stagione. Non ha un curriculum lungo, ma sa già tenere uno spogliatoio giovane.

Quattro punti e un'idea di gioco

Il percorso europeo dice 1-1 a Eindhoven con il PSV il 10 settembre e 3-1 sull'AEK Atene il 14 ottobre, prima gara interna. Contro i greci lo Shakhtar è andato sotto al 28' con Majer, ha pareggiato al 34' con un rigore di Pedrinho e ha chiuso nella mezz'ora finale con Vinícius Tobias all'80' e Mendoza all'86'.

Turan non rinuncia alla sua idea. «Se proviamo a sorprendere l'Inter, sarà l'Inter a sorprenderci in modo molto sgradevole», ha detto sabato dopo il 2-1 sul Kolos Kovalivka. «Noi vogliamo restare fedeli alla nostra filosofia, non tirarci indietro e non smettere mai di essere lo Shakhtar». Contro il Kolos i due gol del primo tempo sono arrivati da difensori: le linee si alzano e gli inserimenti partono da dietro.

L'asse brasiliano

La rosa è un ponte diretto con il Brasile. Pedrinho, 28 anni, ex Benfica, è allo Shakhtar dal 2021 ed è il numero 10 che imposta e calcia i rigori. Alisson Santana, 21 anni, dall'Atlético Mineiro, la UEFA lo ha nominato Player of the Match contro l'AEK: si è procurato il rigore del pareggio ed è stato decisivo anche nella ripresa. Kauã Elias, 20 anni, ex Fluminense, è il riferimento centrale; Gleiker Mendoza, venezuelano, 24 anni, dal Kryvbas, ha chiuso la partita con l'AEK. In porta c'è Dmytro Riznyk, 27 anni, ucraino, allo Shakhtar dal 2023.

Una casa a Londra

Dall'invasione russa del 2022 le squadre ucraine non possono ospitare partite in casa. Lo Shakhtar ha girato l'Europa, dall'Amburgo a Varsavia, e per questa Champions ha scelto Stamford Bridge, 40.022 posti, con un accordo con il Chelsea. Turan ne ha parlato alla vigilia della sfida con l'AEK: «Viviamo in guerra e in Ucraina muoiono dei bambini. Conviviamo con questo, ma non lo accettiamo. Sogniamo il giorno in cui potremo giocare di nuovo in Ucraina».

Perché per l'Inter è una gara da vincere

Due partite, zero punti: il 2-1 subito a Madrid all'esordio e il 3-4 col Club Brugge a San Siro il 13 ottobre. Con sei partite ancora da giocare il margine esiste, ma una terza sconfitta su tre renderebbe il cammino quasi obbligato. Lo Shakhtar si presenta senza pressioni e con la possibilità di salire a sette punti. Per l'Inter, reduce dal 3-1 di Bologna, è il momento di scegliere: restare aggrappata alla classifica europea o complicare tutto. Il conto dei punti per ottavi e playoff è già scritto, e la cronaca del ko con il Bruges spiega da dove sono arrivati i quattro gol incassati.

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