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Inter e Qatar, Tronchetti: «La garanzia per il futuro è Marotta»

Un fondo del Qatar sull'Inter? Per Marco Tronchetti Provera la condizione è una sola: che resti Marotta. Il presidente esecutivo di Pirelli promuove la squadra di Chivu e punge la Juventus.

Di Redazione Interisti.org3 min di lettura

Tifosi nerazzurri con sciarpe e bandiere in piazza del Duomo a Milano
Piazza del Duomo a Milano: le parole di Tronchetti Provera sul futuro societario dell'Inter

Punti chiave

  • Tronchetti Provera a Rai Gr Parlamento: «La garanzia per il futuro è Marotta»
  • Sull'Inter: «È a trazione anteriore, dietro va messo a posto qualcosa ma Chivu lo farà»
  • Sulla Juve: «Ha dei buoni giocatori ma non è riuscita a farli diventare squadra»

Lunedì 19 ottobre, ospite di «La Politica nel Pallone» su Rai Gr Parlamento, Marco Tronchetti Provera è stato interrogato sull'interesse di un fondo del Qatar per il capitale dell'Inter. Il presidente esecutivo del gruppo Pirelli, tifoso nerazzurro da sempre, non si è sottratto: la sua risposta non parla di valutazioni, parla di una persona.

«La società è in buone mani con Beppe Marotta. Chiunque voglia investire nell'Inter ha bisogno di avere al suo fianco una persona del suo spessore e competenza», ha detto. Poi la frase destinata a restare: «La garanzia per il futuro è Marotta».

Prima la continuità, poi i capitali

Il ragionamento è quello di chi conosce la macchina da dentro: un fondo può portare denaro, ma la tenuta di un club passa dalle persone che lo amministrano. Marotta è il punto di continuità tra la proprietà americana e il lavoro quotidiano.

Sul dossier il quadro non cambia: secondo la stampa si tratta di contatti informali con il fondo Al Mirqab, senza trattativa confermata né accordo. La dichiarazione non aggiunge tasselli societari: fissa una condizione.

Poi la squadra, senza sconti: «Questa Inter è a trazione anteriore. Dietro va messo a posto qualcosa ma Chivu lo farà. Per vincere in Europa bisogna anche avere una difesa molto forte».

Ventuno gol fatti, nove subiti

I numeri gli danno ragione. Dopo sette giornate l'Inter è prima con 19 punti e ha il miglior attacco del campionato, 21 gol fatti, ma tra le prime quattro è la difesa più battuta: nove reti contro le quattro della Lazio, le tre della Roma e le sette del Milan. Il 3-4 di San Siro con il Club Brugge, sette gol e tre legni in una notte, resta l'immagine più nitida del problema. Il reparto arretrato è la parte da mettere a punto, non un'emergenza.

«Nulla è compromesso», ma i margini sono stretti

«L'Inter ha ancora chance di fare bene in Champions, nulla è compromesso. Sono emerse alcune cose da mettere a punto all'inizio della stagione ed è positivo. La reazione di Chivu ci sarà», ha aggiunto. I conti, però, sono più severi: zero punti in due giornate, 29° posto nella classifica unica, differenza reti già negativa. Mercoledì 21 ottobre a San Siro c'è lo Shakhtar Donetsk e restano sei partite: per gli ottavi diretti servirebbe un ruolino da cinque vittorie e un pareggio, mentre i playoff restano alla portata con tre successi.

«Nulla è compromesso» è vero per la seconda porta, molto meno per la prima.

La Juventus e l'ipotesi Conte

Chiusura sulla rivale di sempre, con un ritorno di Antonio Conte sulla panchina bianconera come ipotesi di sfondo: «L'Inter ha un grande allenatore, se la Juve dovesse tornare competitiva con Conte la batteremo con Conte». Il senso, secondo TMW, è che i nerazzurri si sentono in grado di vincere anche in quel caso. Poi la stoccata: «La Juve potenzialmente è forte, ha dei buoni giocatori ma non è riuscita a farli diventare squadra».

Il contesto gli dà spago: domenica 18 ottobre la Juventus ha perso 0-3 in casa con la Lazio ed è ottava a 11 punti. La stagione riparte mercoledì contro lo Shakhtar e la frase su Marotta suona come una nota alla proprietà più che alla squadra: qualunque cosa accada al capitale, la continuità ha un nome.

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