A rivelare l'identità del fondo, nella serata di ieri, è stato il Corriere della Sera: si tratta di Al Mirqab, il family office con sede a Doha riconducibile allo sceicco Hamad bin Jassim bin Jaber Al Thani, noto come HBJ. L'indiscrezione era nata dal sondaggio raccontato dal Messaggero, che nei giorni scorsi aveva parlato di un fondo legato alla famiglia Al Thani senza però farne il nome. Gli approfondimenti delle ultime ore, però, aggiungono qualcosa di più di una semplice etichetta: il profilo dell'investitore e il contesto in cui si muove.
Il quadro, però, non cambia: di trattativa vera e propria non si può ancora parlare. I contatti con Oaktree restano informali e non è certo che possano evolvere in una negoziazione concreta. Il Corriere aggiunge un dettaglio: Al Mirqab non sarebbe l'unico ad aver chiamato Oaktree negli ultimi mesi. Altri investitori si sono già fatti avanti per una partecipazione di minoranza, e tutti guardano con grande attenzione al progetto del nuovo stadio milanese.
Chi è lo sceicco HBJ
Hamad bin Jassim bin Jaber Al Thani, 67 anni, è una delle figure più note dell'emirato: è stato primo ministro del Qatar ed è cugino dell'attuale emiro. Milano la frequenta da anni, perché parte della sua famiglia vive in città, e i suoi affari italiani sono ormai una costante delle cronache immobiliari. Al Mirqab, il suo family office, gestisce una rete di alberghi di lusso tra Stati Uniti e Francia, con un'attenzione prevalente agli immobili di pregio.
Un habitué del mattone milanese
In Italia il nome di Al Mirqab è legato soprattutto a due operazioni. Ad aprile il fondo ha rilevato dal gruppo Kering l'80% del palazzo di via Monte Napoleone 8, nel cuore del Quadrilatero della moda: l'operazione, annunciata dal gruppo francese, vale oltre 1,1 miliardi di euro complessivi, tra i 729 milioni incassati subito e i 432 previsti nei cinque anni successivi. Nei mesi successivi è arrivata Villa Certosa: secondo le ricostruzioni, la storica residenza sarda della famiglia Berlusconi sarebbe passata alla galassia del fondo attraverso Constellation Hotels, la società di ospitalità di lusso controllata da Al Mirqab, per una cifra stimata intorno ai 350 milioni di euro.
Cosa significa per l'Inter
Cosa significa questo per il club? Intanto che l'interesse ha ora un volto: quello di un investitore con patrimoni immobiliari solidi e radici milanesi già piantate, non un fondo anonimo. Poi che la cornice non cambia: l'ipotesi sul tavolo resta quella di un socio di minoranza. Stamane Tuttosport ha aggiunto un tassello: Oaktree non ha commentato e i contatti esplorativi non hanno trovato conferme su sviluppi concreti, ma «il fondo è soddisfatto dell'andamento dell'investimento e non ha urgenza di vendere», anche perché il valore del club è destinato a crescere con i passi avanti sul nuovo stadio, la cui presentazione è attesa tra fine ottobre e inizio novembre. Per il quotidiano sportivo, una valorizzazione tra 1,8 e 2 miliardi di euro per il valore d'impresa appare oggi la più plausibile.
Per ora, insomma, resta un contatto esplorativo, senza trattativa e senza certezze sui tempi. Ma il quadro si fa più chiaro: il fondo che guarda all'Inter ha adesso un nome, una storia e un portafoglio immobiliare che a Milano parla già da solo.
