La Gazzetta dello Sport, nell'analisi di venerdì, l'ha chiamato «un mercato invisibile»: «visto poco, pochissimo, col lumicino». Sono arrivati Djed Spence, Curtis Jones, John Stones, Ivan Provedel e Aleksandar Stankovic: oggi, contro il Parma, il quadro può muoversi — Spence sarà convocato per la prima volta e Stankovic è in corsa per una maglia da titolare.
Il conto: 401 minuti in cinque
Il totale: 401 minuti ufficiali tra campionato e Champions League, meno di quelli di un solo titolare come Alessandro Bastoni (482). Oltre la metà è di Curtis Jones: 242 minuti in cinque presenze, due da titolare, arrivato dal Liverpool per 30 milioni più 5 di bonus. Ed è proprio lui, il più impiegato dei nuovi, il più sfortunato: in settimana lo stop per un risentimento miofasciale agli adduttori, circa venti giorni fuori.
Poi ci sono i due zero. Ivan Provedel, acquistato dalla Lazio per una cifra vicina ai tre milioni, non ha ancora giocato un minuto: per la Gazzetta era «la situazione più semplice», con Josep Martínez davanti a tutti, e il buon precampionato non è bastato per scalfire la gerarchia. Djed Spence, preso dal Tottenham per 35 milioni bonus compresi, aspetta ancora il debutto: fermo da mesi per il problema fisico ereditato dal Mondiale, finora ha giocato solo l'amichevole con il Lumezzane.
John Stones, svincolato dal Manchester City, ha giocato 144 minuti tra campionato e Champions, con una sola gara dal primo minuto — l'Udinese — prima del risentimento muscolare che l'ha fermato. Aleksandar Stankovic, rientrato dal Bruges con la recompra da 23 milioni, è a un quarto d'ora in tutto: 7 minuti con il Monza, 8 con l'Udinese. Fuori dal conteggio c'è Pavard, rientrato dal prestito al Marsiglia: tre presenze, due da titolare.
Le ragioni: fisico, gerarchie, gestione
Nessuna di queste cifre racconta un caso isolato — e l'Inter, va detto, ha camminato lo stesso: 13 punti in cinque giornate, in testa con Roma e Lazio. La prima ragione è il fisico: Spence era fermo da mesi, Stones si è bloccato nella gara della prima titolarità, Jones si è fermato in settimana. La seconda sono le gerarchie: in porta Josep Martínez ha giocato tutto; in mediana, davanti a Stankovic, ci sono Calhanoglu, Zielinski e Barella. La terza è il metodo: rientri gestiti con prudenza — «non vogliamo metterli a rischio e compromettere la loro integrità fisica» — senza mai forzare i tempi.
Ottobre, il mese delle occasioni
Il calendario, però, ora aiuta. Dal 10 al 31 ottobre l'Inter gioca sette partite in ventuno giorni, cinque di Serie A e due di Champions League, chiudendo il mese con il derby della Madonnina. «Da ora giocheremo spesso ogni tre giorni e ci sarà bisogno di tutti», ha avvertito Chivu.
Spence è il primo della lista — «Da una settimana si allena con noi, sarà convocato. Ci fa piacere che sia tornato», ha spiegato il tecnico — e per Stankovic la porta si sta aprendo: «Finora avrebbe potuto giocare di più, probabilmente è stata anche colpa mia... Al più presto farà vedere le sue qualità». Anche Provedel e Jones avranno il loro turno quando il fisico risponderà.
Nessuna etichetta, quindi: un conto che il campo, da oggi, può riscrivere. Il mercato dell'Inter non sarà invisibile per sempre — ottobre è il mese per iniziare a vederlo.
