Quattro panchine senza entrare, due spezzoni da subentrato: sette minuti contro il Monza alla prima giornata, otto minuti nel finale di Inter-Udinese. Quindici in tutto, in sei partite ufficiali: è il bilancio di Aleksandar Stankovic in questo avvio di stagione, e nessun giocatore di movimento a disposizione di Cristian Chivu ha giocato meno di lui.
Il minutaggio e le gerarchie a centrocampo
Il quadro non è casuale: Chivu lo conosce dai tempi della Primavera e in precampionato gli ha concesso spazio, ma con le partite ufficiali le gerarchie si sono fatte nette. Calhanoglu e Barella titolari, Zielinski e Curtis Jones sulla mezzala sinistra, Sucic in crescita, Mkhitaryan gestito con una sola presenza e 62 minuti: dietro a tutti, per ora, c'è Stankovic. L'arrivo di Jones in estate ha ridotto ulteriormente lo spazio in mezzo.
Un investimento da 23 milioni
Eppure il punto di partenza era un altro. Nella scorsa stagione, con il Club Brugge, il ventunenne serbo aveva trovato continuità: 55 presenze, nove gol e la maglia da titolare in tutte e dieci le partite di Champions League, come ricostruito dal Corriere dello Sport. In estate erano arrivate offerte importanti, ma la sua scelta, condivisa con il club, è stata chiara: restare a Milano e giocarsi le proprie carte come mezzala o come alternativa a Calhanoglu davanti alla difesa.
Il contesto aiuta a leggere la vicenda senza allarmismi: l'Inter ha esercitato il diritto di riacquisto fissato a 23 milioni di euro per riportarlo a Milano, e in estate ha respinto un'offerta da 40 milioni del Brentford, in accordo con le intenzioni del giocatore, per non chiudergli la strada nerazzurra. Il messaggio è di fiducia: il problema, oggi, non è la stima, ma lo spazio in un reparto affollato.
Cosa può succedere a gennaio
Secondo il Corriere dello Sport, però, il punto definitivo non arriverà già in autunno: si aspetterà gennaio, anche alla luce della riapertura del mercato. Se lo spazio dovesse restare ridotto come fin qui, non è esclusa un'uscita in prestito, per permettere all'ex Bruges di giocare con continuità negli ultimi sei mesi della stagione. Valutazioni, in ogni caso, da fare più avanti.
Sulla stessa linea Tuttosport: se il minutaggio non dovesse aumentare, a gennaio il prestito diventerebbe un'ipotesi concreta. Non una bocciatura, ma una valutazione pragmatica per far giocare con continuità un ragazzo di 21 anni.
La sosta e il tour de force
La prossima occasione è già segnata. Dopo la sosta delle nazionali, che Stankovic sta trascorrendo con la Serbia (la lista dei nerazzurri convocati), l'Inter riparte il 10 ottobre con il Parma e da lì inizia il tour de force di ottobre: sette partite in tre settimane tra Serie A e Champions League, fino al derby del 31 ottobre con il Milan.
Sarà lì che il ventunenne potrà ritagliarsi le sue occasioni nelle rotazioni, e sarà lì che si capirà se la sua strada resta nerazzurra o passa da un prestito. Nessuna sentenza, insomma: solo un esame da superare sul campo.
