Stasera, ore 20.45, Stade de France di Saint-Denis: la Francia di Zinedine Zidane ospita l'Italia nella terza giornata del Gruppo 1 di Nations League. I Bleus sono a punteggio pieno; gli azzurri, reduci dal 4-1 di Bursa, inseguono il colpo esterno. Per Alessandro Bastoni, però, è molto più di una partita: davanti avrà Ousmane Dembélé e Désiré Doué, due dei protagonisti del 5-0 con cui il Paris Saint-Germain ha travolto l'Inter nella finale di Champions League del 2025. E in conferenza stampa, ieri, il difensore nerazzurro non si è nascosto.
«La peggior serata nostra»
«Purtroppo di quella sera mi ha segnato tutto, è stata la peggior serata nostra e la migliore loro», ha raccontato Bastoni. «Posso solo augurarmi che non vada come quella sera, servirà una grande prestazione». La finale di Champions League del 2025, persa 5-0 contro il PSG, resta una ferita aperta per i nerazzurri, e stasera il difensore si ritroverà davanti due protagonisti di quella notte: «Quella contro lui e Doué è stata la peggior serata per me. Affrontiamo due dei cinque giocatori più forti al mondo».
«L'ultima persona alla quale dovete chiedere»
Alla domanda su come si ferma Dembélé, Pallone d'oro in carica, Bastoni ha risposto con una battuta: «Visto come è andata l'ultima volta, sono l'ultima persona alla quale dovete chiedere. Non sarà facile, è un giocatore incredibile». Poi la ricetta: «Servirà una grande prestazione di tutto il reparto, giocare da squadra. L'unico modo per mettere in difficoltà la Francia è non aver paura nel tenere la palla: la differenza la può fare la nostra fase di possesso». Un piano che il ct condivide: «Ci teniamo a fare bella figura, non andremo in campo solo a difenderci».
Da Zenica a Parigi
Quella di stasera chiude anche un cerchio personale. A marzo, nel playoff mondiale di Zenica, Bastoni fu espulso a fine primo tempo per un fallo su Amar Memic, lanciato verso la porta: l'Italia rimase in dieci, fu eliminata ai rigori dalla Bosnia e mancò il Mondiale per la terza volta di fila. Sono seguiti mesi difficili, tra la squalifica che gli ha fatto saltare l'esordio in Nations League — lo 0-2 dell'Olimpico con il Belgio — e le critiche: «Non voglio passare da vittima, è l'ultimo dei miei pensieri», ha tagliato corto. «Nel calcio ci si dimentica in fretta sia del bene che del male».
Il riscatto è arrivato a Bursa: al rientro in azzurro ha firmato al 9' il gol del vantaggio nel 4-1 alla Turchia. Per la Gazzetta dello Sport a Parigi è sicuro di giocare al centro della difesa, accanto a uno tra Scalvini e Gianluca Mancini; il ct Roberto Mancini, che ieri gli sedeva accanto in conferenza, lo mette tra gli uomini su cui costruire: «I bravi calciatori possono giocare con qualunque sistema. A zona, a uomo, a tre, a quattro. Alessandro è uno di questi».
«Abbiamo una storia troppo importante per venire qui a fare solo una passeggiata», ha aggiunto Bastoni, che in campo avrà di fronte il compagno nerazzurro Andy Diouf, convocato dalla Francia di Zidane. «Vogliamo dare un senso a questo percorso, essere riconoscibili in campo come nell'ultima partita». A Parigi, contro i protagonisti di quella notte, per Bastoni è il momento della rivincita.
