Per Inter e Milan è il passaggio che mancava da mesi. Lunedì 6 ottobre il Tar della Lombardia ha respinto o dichiarato inammissibili i cinque ricorsi che si opponevano alla vendita di San Siro e delle aree circostanti da parte del Comune di Milano: quattro per ragioni processuali, uno nel merito. Il contenzioso iniziato nel 2022 si chiude: per il nuovo stadio ora è tempo di accelerare.
I ricorsi
I procedimenti, riuniti in un’unica udienza il 23 giugno, coprono quattro anni di contenzioso: il ricorso più vecchio risale al 2022. Per quattro di essi i giudici non sono entrati nel merito. I ricorrenti sono cambiati più volte e le loro posizioni sarebbero «non omogenee»: a seconda della prossimità territoriale «muta il tipo di lesione prospettata» e l’interesse di ciascuno. Un ricorso collettivo, si legge nelle sentenze, non può fondarsi su interessi non sovrapponibili né su una «critica civica o politica dell’azione amministrativa», non ammessa nell’ordinamento. In tutto, i motivi di ricorso respinti sono sei.
Il caso Fedrighini
L’unico ricorso esaminato nel merito è quello di Enrico Fedrighini, consigliere del gruppo misto, che contestava il percorso del Consiglio: la mancata convocazione di alcune commissioni e il «subemendamento canguro» con cui, in una sola seduta, furono fatti decadere 214 emendamenti. Per i giudici non ci sono state violazioni: Fedrighini aveva partecipato ai lavori delle commissioni e il meccanismo era previsto dal regolamento.
Le prossime tappe
Ora il cronoprogramma può correre. I primi interventi sono già partiti nei mesi scorsi, dall’abbattimento della biglietteria sud ai lavori sul perimetro. Il prossimo appuntamento è il rendering, disegnato dagli studi Foster + Partners e Manica, atteso tra fine ottobre e inizio novembre. Poi il progetto entrerà nelle fasi di valutazione di Comune e Regione: il parere sulla Valutazione ambientale strategica è atteso entro metà dicembre, seguiranno il deposito del nuovo Piano di fattibilità e l’approvazione del piano attuativo, entro marzo 2027.
| Tappa | Quando |
|---|---|
| Presentazione del rendering | Fine ottobre-inizio novembre |
| Parere sulla VAS | Entro metà dicembre |
| Approvazione del piano attuativo | Entro marzo 2027 |
| Apertura dei cantieri | Secondo semestre 2027 |
| Nuovo stadio pronto | Giugno 2031 |
L’obiettivo è chiudere l’iter entro l’estate 2027 e aprire i cantieri nel secondo semestre, per consegnare il nuovo San Siro a giugno 2031: un anno intero di partite prima degli Europei del 2032, che Milano spera di ospitare. L’operazione vale 2,3 miliardi di euro: circa 700 milioni per l’impianto da 71.500 posti, 400 milioni per hotel, centro commerciale e uffici e 400 milioni di oneri finanziari.
Le reazioni
«Su San Siro il Tar della Lombardia ha parlato chiaro: il Consiglio comunale ha lavorato nel rispetto delle regole», ha commentato la vicesindaca Anna Scavuzzo, rivendicando anche «un dato politico»: «la città ha discusso, si è confrontata e alla fine ha scelto». Per l’assessora allo Sport Martina Riva «è il momento di lasciarsi le polemiche alle spalle»: il nuovo stadio «dovrà essere pronto per gli Europei del 2032, un appuntamento a cui Milano non può rinunciare e a cui dovrà arrivare con un impianto moderno, accessibile, sostenibile».
La partita giudiziaria, però, non è chiusa: le sentenze sono appellabili al Consiglio di Stato e resta aperta l’inchiesta per turbativa d’asta del Tribunale di Milano. Ma davanti al Tar l’ostacolo più pesante è caduto: il nuovo stadio è un passo più vicino.
