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San Siro, il Tar boccia i ricorsi: il nuovo stadio può accelerare

Il Tar della Lombardia ha bocciato i cinque ricorsi contro la vendita di San Siro a Inter e Milan: quattro dichiarati inammissibili, uno respinto nel merito. L’iter del nuovo stadio può accelerare.

Di Redazione Interisti.org4 min di lettura

Tifosi nerazzurri con le bandiere davanti allo stadio Giuseppe Meazza di Milano
Il Tar della Lombardia ha bocciato i ricorsi sulla vendita: il progetto del nuovo stadio può accelerare

Punti chiave

  • Quattro ricorsi dichiarati inammissibili per ragioni processuali, uno respinto nel merito: è quello di Enrico Fedrighini sulle modalità del voto in Consiglio
  • Il Tar: ricorrenti con posizioni «non omogenee», una «critica civica o politica» dell’azione amministrativa non ammessa
  • Prossime tappe: rendering tra fine ottobre e inizio novembre, parere VAS entro metà dicembre, piano attuativo entro marzo 2027
  • Cantieri attesi nel secondo semestre 2027, stadio pronto a giugno 2031 per gli Europei del 2032; le sentenze sono appellabili

Per Inter e Milan è il passaggio che mancava da mesi. Lunedì 6 ottobre il Tar della Lombardia ha respinto o dichiarato inammissibili i cinque ricorsi che si opponevano alla vendita di San Siro e delle aree circostanti da parte del Comune di Milano: quattro per ragioni processuali, uno nel merito. Il contenzioso iniziato nel 2022 si chiude: per il nuovo stadio ora è tempo di accelerare.

I ricorsi

I procedimenti, riuniti in un’unica udienza il 23 giugno, coprono quattro anni di contenzioso: il ricorso più vecchio risale al 2022. Per quattro di essi i giudici non sono entrati nel merito. I ricorrenti sono cambiati più volte e le loro posizioni sarebbero «non omogenee»: a seconda della prossimità territoriale «muta il tipo di lesione prospettata» e l’interesse di ciascuno. Un ricorso collettivo, si legge nelle sentenze, non può fondarsi su interessi non sovrapponibili né su una «critica civica o politica dell’azione amministrativa», non ammessa nell’ordinamento. In tutto, i motivi di ricorso respinti sono sei.

Il caso Fedrighini

L’unico ricorso esaminato nel merito è quello di Enrico Fedrighini, consigliere del gruppo misto, che contestava il percorso del Consiglio: la mancata convocazione di alcune commissioni e il «subemendamento canguro» con cui, in una sola seduta, furono fatti decadere 214 emendamenti. Per i giudici non ci sono state violazioni: Fedrighini aveva partecipato ai lavori delle commissioni e il meccanismo era previsto dal regolamento.

Le prossime tappe

Ora il cronoprogramma può correre. I primi interventi sono già partiti nei mesi scorsi, dall’abbattimento della biglietteria sud ai lavori sul perimetro. Il prossimo appuntamento è il rendering, disegnato dagli studi Foster + Partners e Manica, atteso tra fine ottobre e inizio novembre. Poi il progetto entrerà nelle fasi di valutazione di Comune e Regione: il parere sulla Valutazione ambientale strategica è atteso entro metà dicembre, seguiranno il deposito del nuovo Piano di fattibilità e l’approvazione del piano attuativo, entro marzo 2027.

TappaQuando
Presentazione del renderingFine ottobre-inizio novembre
Parere sulla VASEntro metà dicembre
Approvazione del piano attuativoEntro marzo 2027
Apertura dei cantieriSecondo semestre 2027
Nuovo stadio prontoGiugno 2031

L’obiettivo è chiudere l’iter entro l’estate 2027 e aprire i cantieri nel secondo semestre, per consegnare il nuovo San Siro a giugno 2031: un anno intero di partite prima degli Europei del 2032, che Milano spera di ospitare. L’operazione vale 2,3 miliardi di euro: circa 700 milioni per l’impianto da 71.500 posti, 400 milioni per hotel, centro commerciale e uffici e 400 milioni di oneri finanziari.

Le reazioni

«Su San Siro il Tar della Lombardia ha parlato chiaro: il Consiglio comunale ha lavorato nel rispetto delle regole», ha commentato la vicesindaca Anna Scavuzzo, rivendicando anche «un dato politico»: «la città ha discusso, si è confrontata e alla fine ha scelto». Per l’assessora allo Sport Martina Riva «è il momento di lasciarsi le polemiche alle spalle»: il nuovo stadio «dovrà essere pronto per gli Europei del 2032, un appuntamento a cui Milano non può rinunciare e a cui dovrà arrivare con un impianto moderno, accessibile, sostenibile».

La partita giudiziaria, però, non è chiusa: le sentenze sono appellabili al Consiglio di Stato e resta aperta l’inchiesta per turbativa d’asta del Tribunale di Milano. Ma davanti al Tar l’ostacolo più pesante è caduto: il nuovo stadio è un passo più vicino.

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