Mancano ormai poche settimane, al massimo una quarantina di giorni: negli studi di Foster+Partners e Manica il disegno del nuovo San Siro viene rifinito nei dettagli e la presentazione è in preparazione. Non è una firma qualsiasi: lo studio ha firmato il nuovo Wembley di Londra, fonte naturale di ispirazione. Ma dagli spifferi raccolti dalla Gazzetta dello Sport gli architetti avrebbero mantenuto alcuni dettagli del vecchio Meazza. Finora Inter e Milan, proprietari dell’impianto dallo scorso novembre, hanno comunicato solo la capienza futura: 71.500 posti, di cui oltre 13mila «premium».
Sul progetto c’è anche la pressione del sindaco Beppe Sala, che nei giorni scorsi, a margine di un evento dell’Ance, ha sollecitato i club: «Mi auguro che i club facciano vedere molto a breve il nuovo rendering dello stadio e che garantiscano il fatto che il nuovo stadio sarà pronto per gli Europei del 2032». L’attesa è un’arte che il caro vecchio Meazza conosce bene: in cento anni di onorato servizio ha aspettato gol, trionfi e perfino un’Olimpiade. Quello in arrivo sarà un momento dall’altissimo valore simbolico: per i tifosi e i cittadini servirà a dare sostanza a ciò che finora pare ancora soltanto un’idea.
Il cronoprogramma: ruspe nel 2027, impianto pronto nel 2031
La scadenza degli Europei 2032, che l’Italia organizzerà con la Turchia, impone un cronoprogramma rigidissimo: un minimo ritardo significherebbe una beffa storica, un torneo di questo livello senza Milano sulla mappa. Il piano prevede di completare il nuovo impianto nel 2031, giusto un anno prima della manifestazione, come da rigidi paletti Uefa. Per arrivarci, Comune e Regione hanno concordato di chiudere le procedure necessarie entro l’estate del 2027, così da far partire le ruspe nel secondo semestre, dopo la fine della stagione calcistica.
La macchina è in moto dal 16 marzo, quando la Stadio San Siro Spa ha presentato il Piano attuativo: il Comune ha avviato l’istruttoria e la valutazione ambientale strategica. Seguiranno l’esame del progetto di fattibilità tecnico-economica, la valutazione di impatto ambientale regionale e la Conferenza dei servizi. Gli interventi sono tutti collegati: prima lo spostamento del tunnel Patroclo, poi la costruzione del nuovo stadio accanto al Meazza e infine la demolizione (parziale) dell’impianto attuale. Secondo i calcoli dei club, a lavori finiti il nuovo San Siro varrà 2 miliardi e 149 milioni di euro.
Il nodo del Tar e i primi lavori
Resta il passaggio obbligato al Tar: dopo l’udienza dello scorso 23 giugno, la sentenza sui ricorsi dei comitati contro la vendita dell’area è attesa nelle prossime settimane. Milan e Inter, con RedBird e Oaktree, non intendono però abbassare la velocità di crociera, e i lavori propedeutici sono già cominciati: nei giorni dell’udienza è stata demolita la vecchia biglietteria sud, risalente a Italia ’90, e il Parco dei Capitani è stato recintato in attesa del cantiere. Il destino del Meazza è già scritto nei documenti: il piano di demolizione in cinque fasi, con i seggiolini destinati ai tifosi, è stato depositato nell’ambito della valutazione ambientale.
Prima di lasciare il posto al successore, però, il Meazza ha ancora partite da giocare: il 22 dicembre sarà il teatro della Supercoppa Italiana tra Inter e Lazio. Poi, tra fine ottobre e inizio novembre, l’attenzione si sposterà tutta sul nuovo impianto: il conto alla rovescia per il bozzetto è già partito.
