Il piano per l’ultimo giorno di San Siro è scritto nero su bianco. È contenuto nel rapporto ambientale depositato da Inter e Milan nell’ambito della procedura di valutazione ambientale del progetto del nuovo stadio, e racconta come verrà smontato pezzo per pezzo il Meazza quando l’impianto nuovo sarà pronto. Si comincia da un’«operazione memoria»: i tifosi potranno portarsi a casa il proprio seggiolino.
L’«operazione memoria»
Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, i club contano di regalare o vendere ai tifosi almeno 60.654 dei 75.817 seggiolini dello stadio, con la priorità riservata agli abbonati dell’ultima stagione. Ogni seduta pesa quattro chili e mezzo: significa 273 tonnellate di plastica in meno da smaltire. Il documento parla di «giornate dedicate e controllate», con prenotazione preventiva, accesso regolamentato per settori, smontaggio assistito o controllato e consegna tracciata del cimelio. I progettisti la definiscono «una delle azioni a maggiore valore ambientale e simbolico»: pochi risparmi rispetto ai volumi complessivi, ma un gesto che vale come esempio di economia circolare.
Come verrà demolito il Meazza
Il cantiere vero e proprio comincerà solo dopo i seggiolini, con lo «strip out»: lo smontaggio progressivo di cavi, quadri elettrici, lampade, riscaldamento, condizionatori, impianti idrici e antincendio, tubature e ventilazione, per circa 5mila tonnellate di materiali. Poi tocca alle apparecchiature elettroniche — tornelli, sistemi audio-video, schede, batterie — stimate in 2mila tonnellate, sufficienti a riempire circa 200 container.
Toccherà poi alla parte più recente del Meazza, la copertura costruita in occasione di Italia ’90: le travi corte pesano 1.100 tonnellate, quelle lunghe 2.100, senza contare contrappesi e «zattere». Quindi la demolizione vera e propria: circa 225mila tonnellate di macerie, 93.750 metri cubi, con quasi la metà che arriverà dagli spalti dei tre anelli. Le otto grandi spirali e le 19 rampe aggiungono 85.200 tonnellate, le 11 torri altre 37.800.
Le macerie non usciranno grezze: il progetto prevede due giri di frantumazione e la separazione dei ferri dal cemento direttamente in cantiere, su quello che oggi è il campo. Il prato che ha fatto da palcoscenico a un secolo di partite ospiterà escavatori e frantumatori, mentre una nebulizzazione continua d’acqua eviterà la formazione di nuvole di polvere.
Costi e tempi
Il rapporto contiene anche la stima dei costi: demolire e smaltire il Meazza vale circa 115 milioni di euro, a cui si aggiungono circa 12 milioni per gli interventi legati al Tunnel Patroclo. Il totale supera i 127 milioni (stima del 2025).
Tutto, però, resta condizionato al nuovo stadio: per l’abbattimento non c’è ancora una data. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, a margine dell’assemblea generale di Assimpredil Ance, ha chiesto ai club di fare presto: «Io mi auguro che i club facciano vedere molto a breve il nuovo rendering dello stadio e che garantiscano il fatto che il nuovo stadio sarà pronto per gli europei del 2032». Quanto al Meazza, ha raffreddato gli animi: «La demolizione? Stiamo parlando del 2033. Io francamente non riesco a capire come mai ci sia questa attenzione adesso a parlarne».
Prima dell’addio, San Siro resta la casa di Inter e Milan: per ripercorrere la storia dello stadio, dall’inaugurazione del 1926 con un derby ai lavori per Italia ’90. E il Meazza ha ancora partite da giocare: il 22 dicembre ospiterà la Supercoppa Italiana contro la Lazio.
