AttualitàGuida

San Siro, demolizione in 5 fasi: 60.654 seggiolini ai tifosi

Il rapporto ambientale depositato da Inter e Milan racconta come finirà San Siro: cinque fasi di demolizione, 127 milioni di costi stimati e oltre 60mila seggiolini destinati ai tifosi.

Di Redazione Interisti.org4 min di lettura

Tifosi nerazzurri con le bandiere davanti allo stadio Giuseppe Meazza di Milano
Almeno 60.654 dei 75.817 seggiolini del Meazza saranno regalati o venduti ai tifosi.

Punti chiave

  • Almeno 60.654 dei 75.817 seggiolini regalati o venduti ai tifosi prima della demolizione
  • Cinque fasi: strip out, copertura Italia ’90 e 225mila tonnellate di macerie
  • Costi stimati oltre 127 milioni di euro; Sala frena: «Stiamo parlando del 2033»

Il piano per l’ultimo giorno di San Siro è scritto nero su bianco. È contenuto nel rapporto ambientale depositato da Inter e Milan nell’ambito della procedura di valutazione ambientale del progetto del nuovo stadio, e racconta come verrà smontato pezzo per pezzo il Meazza quando l’impianto nuovo sarà pronto. Si comincia da un’«operazione memoria»: i tifosi potranno portarsi a casa il proprio seggiolino.

L’«operazione memoria»

Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, i club contano di regalare o vendere ai tifosi almeno 60.654 dei 75.817 seggiolini dello stadio, con la priorità riservata agli abbonati dell’ultima stagione. Ogni seduta pesa quattro chili e mezzo: significa 273 tonnellate di plastica in meno da smaltire. Il documento parla di «giornate dedicate e controllate», con prenotazione preventiva, accesso regolamentato per settori, smontaggio assistito o controllato e consegna tracciata del cimelio. I progettisti la definiscono «una delle azioni a maggiore valore ambientale e simbolico»: pochi risparmi rispetto ai volumi complessivi, ma un gesto che vale come esempio di economia circolare.

Come verrà demolito il Meazza

Il cantiere vero e proprio comincerà solo dopo i seggiolini, con lo «strip out»: lo smontaggio progressivo di cavi, quadri elettrici, lampade, riscaldamento, condizionatori, impianti idrici e antincendio, tubature e ventilazione, per circa 5mila tonnellate di materiali. Poi tocca alle apparecchiature elettroniche — tornelli, sistemi audio-video, schede, batterie — stimate in 2mila tonnellate, sufficienti a riempire circa 200 container.

Toccherà poi alla parte più recente del Meazza, la copertura costruita in occasione di Italia ’90: le travi corte pesano 1.100 tonnellate, quelle lunghe 2.100, senza contare contrappesi e «zattere». Quindi la demolizione vera e propria: circa 225mila tonnellate di macerie, 93.750 metri cubi, con quasi la metà che arriverà dagli spalti dei tre anelli. Le otto grandi spirali e le 19 rampe aggiungono 85.200 tonnellate, le 11 torri altre 37.800.

Le macerie non usciranno grezze: il progetto prevede due giri di frantumazione e la separazione dei ferri dal cemento direttamente in cantiere, su quello che oggi è il campo. Il prato che ha fatto da palcoscenico a un secolo di partite ospiterà escavatori e frantumatori, mentre una nebulizzazione continua d’acqua eviterà la formazione di nuvole di polvere.

Costi e tempi

Il rapporto contiene anche la stima dei costi: demolire e smaltire il Meazza vale circa 115 milioni di euro, a cui si aggiungono circa 12 milioni per gli interventi legati al Tunnel Patroclo. Il totale supera i 127 milioni (stima del 2025).

Tutto, però, resta condizionato al nuovo stadio: per l’abbattimento non c’è ancora una data. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, a margine dell’assemblea generale di Assimpredil Ance, ha chiesto ai club di fare presto: «Io mi auguro che i club facciano vedere molto a breve il nuovo rendering dello stadio e che garantiscano il fatto che il nuovo stadio sarà pronto per gli europei del 2032». Quanto al Meazza, ha raffreddato gli animi: «La demolizione? Stiamo parlando del 2033. Io francamente non riesco a capire come mai ci sia questa attenzione adesso a parlarne».

Prima dell’addio, San Siro resta la casa di Inter e Milan: per ripercorrere la storia dello stadio, dall’inaugurazione del 1926 con un derby ai lavori per Italia ’90. E il Meazza ha ancora partite da giocare: il 22 dicembre ospiterà la Supercoppa Italiana contro la Lazio.

Condividi
Aggiungi alle fonti preferite