Nessuna richiesta, nessuna smentita: solo un rinvio. Al termine di Croazia-Spagna a Poljud — la terza sconfitta consecutiva della Croazia in Nations League — Petar Sucic è stato raggiunto dalla domanda diretta sul suo impiego all'Inter, e la sua risposta a metà ha riacceso il dibattito sul futuro del croato: «Queste sono cose di cui preferirei parlare in un altro momento. Lotterò e darò il massimo per il club, quindi vedremo cosa succederà tra due o tre mesi».
Due o tre mesi: un orizzonte preciso, che scavalca l'autunno e arriva a ridosso della riapertura del mercato, a gennaio. La frase arriva a pochi giorni dalle parole di Zvonimir Boban, che avevano aperto il dibattito; stavolta, però, emerge anche la posizione del club, raccontata dal Corriere dello Sport.
La posizione dell'Inter
Secondo il quotidiano romano, l'ipotesi di una cessione non viene «proprio presa in considerazione». Sucic è considerato un centrocampista di alto livello, dentro un normale processo di crescita e maturazione: il 25 ottobre compirà 23 anni, un'età in cui è fisiologico non aver ancora mostrato tutto il proprio potenziale. Le qualità si sono già viste — è mancato, piuttosto, un pizzico di continuità e costanza — e la lettura è che con più minuti in campo arriverebbero anche fiducia e rendimento: con la Croazia, dove è titolare pressoché fisso, è andata proprio così.
I numeri del suo avvio
Finora, in nerazzurro, Sucic ha collezionato 5 presenze su 6 partite ufficiali: poco più di 200 minuti complessivi, due volte dal primo minuto e il resto da subentrato. All'Olimpico, contro la Roma, è riuscito a distinguersi con qualche buona giocata; per il resto, il suo minutaggio è arrivato «senza brillare», come ha scritto la Gazzetta dello Sport. In un reparto affollatissimo, dove la concorrenza non gli ha ancora concesso continuità, è il tipo di avvio che alimenta il dibattito — e le domande.
La porta che si apre
Il dibattito, però, sta per trovare il suo primo esame sul campo. Curtis Jones si è fermato per un risentimento agli adduttori: starà fuori una ventina di giorni, salta il Parma e il rientro è stimato intorno alla fine del mese. Per la Gazzetta «l'infortunio di Jones potrebbe aprirgli una porta in più»: Sucic è uno dei giocatori su cui i piani alti «ci credono, ci puntano», e nello spezzone di calendario che si apre «di sicuro troverà spazio anche lui».
Da sabato 10 ottobre l'Inter apre il mese più denso della stagione: sette partite in ventuno giorni, tra Serie A e Champions League, con il derby della Madonnina a chiudere. Un ciclo in cui le rotazioni saranno obbligatorie: con Jones fuori, nella corsia di mezzala lo spazio si allarga, e Mkhitaryan e Sucic sono le alternative più naturali tra Parma, Bruges e Bologna.
Sucic non ha chiesto di partire, e l'Inter non ha mai pensato di cederlo. In mezzo c'è un autunno di partite — il tempo, come ha detto lui, per capire «cosa succederà». Il verdetto, se arriverà, arriverà dai minuti: e i minuti, stavolta, sono scritti nel calendario.
