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Sucic e il nodo minuti: le sue parole e la posizione dell'Inter

Sucic e il nodo minuti: alla domanda sul minutaggio risponde «vedremo cosa succederà tra due o tre mesi». L'Inter non pensa alla cessione, e l'infortunio di Jones apre uno spiraglio.

Di Redazione Interisti.org3 min di lettura

Giornali sportivi ripiegati su un tavolo, con una tazzina di caffè accanto
Le dichiarazioni di Sucic hanno riacceso il dibattito sul suo spazio all'Inter

Punti chiave

  • Sucic lascia il tema minutaggio «per un'altra volta», con l'orizzonte fissato a «due o tre mesi»
  • Il Corriere: l'Inter non considera la cessione, per Sucic un normale percorso di crescita a 22 anni
  • Gazzetta: senza Jones «una porta in più» e spazio «di sicuro» nel ciclo di sette partite

Nessuna richiesta, nessuna smentita: solo un rinvio. Al termine di Croazia-Spagna a Poljud — la terza sconfitta consecutiva della Croazia in Nations League — Petar Sucic è stato raggiunto dalla domanda diretta sul suo impiego all'Inter, e la sua risposta a metà ha riacceso il dibattito sul futuro del croato: «Queste sono cose di cui preferirei parlare in un altro momento. Lotterò e darò il massimo per il club, quindi vedremo cosa succederà tra due o tre mesi».

Due o tre mesi: un orizzonte preciso, che scavalca l'autunno e arriva a ridosso della riapertura del mercato, a gennaio. La frase arriva a pochi giorni dalle parole di Zvonimir Boban, che avevano aperto il dibattito; stavolta, però, emerge anche la posizione del club, raccontata dal Corriere dello Sport.

La posizione dell'Inter

Secondo il quotidiano romano, l'ipotesi di una cessione non viene «proprio presa in considerazione». Sucic è considerato un centrocampista di alto livello, dentro un normale processo di crescita e maturazione: il 25 ottobre compirà 23 anni, un'età in cui è fisiologico non aver ancora mostrato tutto il proprio potenziale. Le qualità si sono già viste — è mancato, piuttosto, un pizzico di continuità e costanza — e la lettura è che con più minuti in campo arriverebbero anche fiducia e rendimento: con la Croazia, dove è titolare pressoché fisso, è andata proprio così.

I numeri del suo avvio

Finora, in nerazzurro, Sucic ha collezionato 5 presenze su 6 partite ufficiali: poco più di 200 minuti complessivi, due volte dal primo minuto e il resto da subentrato. All'Olimpico, contro la Roma, è riuscito a distinguersi con qualche buona giocata; per il resto, il suo minutaggio è arrivato «senza brillare», come ha scritto la Gazzetta dello Sport. In un reparto affollatissimo, dove la concorrenza non gli ha ancora concesso continuità, è il tipo di avvio che alimenta il dibattito — e le domande.

La porta che si apre

Il dibattito, però, sta per trovare il suo primo esame sul campo. Curtis Jones si è fermato per un risentimento agli adduttori: starà fuori una ventina di giorni, salta il Parma e il rientro è stimato intorno alla fine del mese. Per la Gazzetta «l'infortunio di Jones potrebbe aprirgli una porta in più»: Sucic è uno dei giocatori su cui i piani alti «ci credono, ci puntano», e nello spezzone di calendario che si apre «di sicuro troverà spazio anche lui».

Da sabato 10 ottobre l'Inter apre il mese più denso della stagione: sette partite in ventuno giorni, tra Serie A e Champions League, con il derby della Madonnina a chiudere. Un ciclo in cui le rotazioni saranno obbligatorie: con Jones fuori, nella corsia di mezzala lo spazio si allarga, e Mkhitaryan e Sucic sono le alternative più naturali tra Parma, Bruges e Bologna.

Sucic non ha chiesto di partire, e l'Inter non ha mai pensato di cederlo. In mezzo c'è un autunno di partite — il tempo, come ha detto lui, per capire «cosa succederà». Il verdetto, se arriverà, arriverà dai minuti: e i minuti, stavolta, sono scritti nel calendario.

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