Si riaccende il dibattito sul futuro di Petar Sucic. Ad aprirlo è stato Zvonimir Boban, lunedì mattina a Radio Anch'io Sport su Radio Uno: l'ex centrocampista del Milan, oggi presidente del consiglio di amministrazione della Dinamo Zagabria, ha parlato del connazionale cresciuto proprio nel club che dirige, senza giri di parole.
«Chivu non lo vede come merita»
«Giocatore completo, straordinario, ha tanta classe e tanto coraggio, ha anche il gol. È evidente che non si sente a suo agio, Chivu non lo vede come merita, è il mio pensiero. Se continua così non so quanto senso abbia che Sucic rimanga nell'Inter, è una delle migliori mezzali al mondo». Un'opinione personale, non un'indiscrezione di mercato: ma pesa, perché arriva da una voce autorevole del calcio croato. E non è la prima volta: già a inizio settembre, prima di Real-Inter, aveva detto che avrebbe scelto Sucic al posto di Jones. Nella stessa intervista, però, difende anche il sistema nerazzurro: il 3-5-2 «può essere interpretato alla grande da una o due squadre al mondo, come l'Inter», ha spiegato, criticando l'abitudine italiana di sceglierlo come «sicurezza».
213 minuti in cinque presenze
Per l'Inter, però, il tema resta lo spazio. Sucic è arrivato nell'estate 2025 dalla Dinamo Zagabria per circa 15 milioni di euro e nella prima stagione in Italia era stato impiegato in 50 partite tra tutte le competizioni, 28 da titolare, con quattro gol e quattro assist. In questa, invece, è scivolato ai margini: cinque presenze su sei partite — quattro in campionato e la mezz'ora del Bernabeu in Champions — per 213 minuti in tutto, con due sole gare dal primo minuto, a Cagliari e contro il Napoli. Davanti a lui le gerarchie sono fitte: Barella e Zielinski ai lati, Curtis Jones in ascesa, Calhanoglu davanti alla difesa; con Diouf e Mkhitaryan sono sette per tre maglie. La Gazzetta dello Sport ha riassunto così il suo avvio: «una media di un tempo a partita».
La replica e il mercato
La lettura di Boban non è passata senza repliche: sui social, ripresa da FCInter1908, è circolata quella di Michele Deantoni, match analyst, per il quale le suggestioni su un addio «vengono da dinamiche immaginarie del mercato più che da quello che abbiamo visto in campo» — Sucic, del resto, ha giocato cinque delle sei partite di questo avvio. Il mercato, però, resta concreto: secondo Calciomercato, nelle scorse settimane Real Madrid, Newcastle e Nottingham Forest avevano mostrato interesse, e l'Inter prenderebbe in considerazione offerte superiori ai 30 milioni per un giocatore sotto contratto fino al 2030. È un intreccio che riguarda tutto il reparto: per Stankovic, ancora più indietro, il punto si farà a gennaio, quando il mercato riaprirà.
Il campo, adesso
La parola, però, spetta al campo. Da sabato 10 ottobre l'Inter riparte a San Siro contro il Parma e apre il mese più denso della stagione: sette partite in ventuno giorni, due di Champions e il derby della Madonnina a chiudere. Un ciclo in cui le rotazioni conteranno più che mai: è lì che si capirà se lo spazio di Sucic cambierà davvero, e se il dibattito riaperto da Boban avrà trovato una risposta.
