Al 13' la partita si sblocca con la firma di Petar Sucic. Il croato si avventa su un appoggio corto di Corvi, anticipa Keita e lo infila sotto la traversa con un sinistro violento: l'1-0 che indirizza la serata. Poi Calhanoglu dal dischetto e Thuram chiudono il conto nel 3-0 della sesta giornata: 16 punti e primato solitario. Per Sucic è il primo gol stagionale, e vale il premio di migliore in campo.
Il gol da MVP
Il premio, del resto, racconta la sua serata: il sito del club l'ha riassunta nel titolo «Sucic, un gol da MVP». Una partita di corsa e qualità, aperta da «una giocata furiosa, che non ha lasciato un attimo di respiro a Keita e nessuna possibilità a Corvi», scrive inter.it.
Davanti alle telecamere, però, Sucic ha spostato l'attenzione sulla squadra: «Sono felice perché abbiamo fatto un bel match e sono contento per il premio: la squadra ha giocato bene e la cosa importante è che abbiamo vinto la partita davanti ai nostri tifosi, loro hanno avuto qualche chance alla fine ma dobbiamo essere contenti per la vittoria. Penso solo al bene della squadra: per me è importante solo aiutare i miei compagni quando sono in campo».
La precisazione
Il riferimento è alle parole arrivate dalla Croazia, dopo la sconfitta con la Spagna: alla domanda sul suo impiego in nerazzurro Sucic aveva preferito rinviare il discorso — «tra due o tre mesi» — lasciando aperto il nodo sul suo spazio all'Inter, tra gli interventi di Zvonimir Boban e le voci di mercato.
Al termine di Inter-Parma, invece, ha rimesso le cose a posto ai microfoni di DAZN: «Ho detto soltanto che è troppo presto per parlare adesso del minutaggio. Vedremo tra due o tre mesi. Mi riferivo ai minuti giocati, non alla possibilità di lasciare il club. È così semplice. Ognuno può dire quello che vuole, ma io so quello che voglio fare. Per me la cosa importante è soltanto giocare, aiutare la squadra e sono felice quando riesco a farlo».
Il dossier sul contratto
Alle spalle del caso c'è un dossier aperto. Al suo arrivo dalla Dinamo Zagabria, Sucic ha firmato un contratto fino al 2030 da 1,5 milioni a stagione: nei giorni scorsi il Corriere dello Sport ha raccontato che i suoi rappresentanti hanno già fatto sapere al club di voler discutere un adeguamento. Il suo status è cresciuto in fretta, e dall'Inghilterra qualche sirena ha già cominciato a suonare; nell'agenda del direttore sportivo Baccin c'è già uno spazio riservato al croato.
Secondo Fabrizio Romano la dirigenza nerazzurra ha già chiamato da tempo i suoi agenti per parlare del rinnovo, con la volontà di adeguarlo al nuovo status del giocatore. Sportske Novosti ricostruisce il resto: in passato Newcastle ed Everton si erano interessati a Sucic, trovando una porta chiusa; dopo il cambio in dirigenza, davanti a un'offerta importante il club potrebbe ragionarci. Ma il croato non ci pensa: è concentrato sull'Inter e vuole convincere Chivu con il lavoro. Per il quotidiano, «vuole una cosa soltanto, giocare, giocare e ancora giocare».
La risposta più forte, intanto, era arrivata dal campo. E martedì 13 ottobre, a San Siro, arriva il Club Brugge per la seconda giornata di Champions League: in un ciclo da sette partite in tre settimane, le occasioni non mancheranno.
