Giuseppe Meazza è il nome più antico della storia nerazzurra ancora presente nella vita quotidiana del club: è il miglior marcatore di sempre dell'Inter e, dal 1980, dà il nome allo stadio di San Siro. Nato a Milano il 23 agosto 1910, nel quartiere di Porta Vittoria, è morto a Lissone il 21 agosto 1979.
Il soprannome e l'esordio
Il soprannome «Balilla» gli fu attribuito giovanissimo, quando entrò nel giro della prima squadra: la sua precocità lo rese riconoscibile per la giovane età prima ancora che per i gol. Con l'Inter esordì nel 1927 e rimase in nerazzurro fino al 1940, collezionando 348 presenze e 240 reti in campionato.
In quelle tredici stagioni ha costruito il proprio record: 284 gol in 408 partite ufficiali, ancora oggi il miglior dato della storia del club. Fra i primati personali c'è anche quello di essere stato il più giovane calciatore a raggiungere le 100 reti in Serie A, a 23 anni e 32 giorni.
I titoli con l'Inter
Meazza ha vinto tre scudetti con i nerazzurri: nel 1929-30, nel 1937-38 e nel 1939-40, oltre a una Coppa Italia. È stato per tre volte capocannoniere del campionato italiano, nelle stagioni 1929-30, 1935-36 e 1937-38, e altrettante volte miglior marcatore della Coppa dell'Europa Centrale.
La sua carriera non è stata però tutta nerazzurra: dopo il 1940 ha giocato con il Milano, con la Juventus, con il Varese e con l'Atalanta, per poi chiudere tornando all'Inter nella stagione 1946-47 e ricoprendo in seguito il ruolo di allenatore dei nerazzurri tra il 1955 e il 1957.
Due Mondiali con l'Italia
Con la Nazionale italiana ha collezionato 53 presenze e 33 reti tra il 1930 e il 1939, un dato che lo colloca tra i migliori marcatori azzurri di sempre. Ha vinto due Mondiali consecutivi, quello casalingo del 1934 e quello francese del 1938, di cui fu capitano: è l'unico calciatore italiano ad aver partecipato a entrambe le vittorie da titolare nel ruolo di riferimento offensivo della squadra di Vittorio Pozzo.
A lui sono associate alcune innovazioni tecniche del suo tempo, dalla rete segnata dopo aver superato il portiere fino all'abilità sui calci piazzati. «Averlo in squadra significava partire dall'1-0», ha scritto di lui il commissario tecnico Vittorio Pozzo.
Cosa rappresenta per il club
Meazza è il collegamento tra l'Inter delle origini e quella moderna: il primo grande campione nato con il club, il primo idolo conosciuto fuori dagli stadi. Il suo nome compare nella storia dello stadio Giuseppe Meazza, intitolato a lui il 2 marzo 1980, e nella linea ideale che porta ai grandi nomi che sono venuti dopo, da Giacinto Facchetti a Javier Zanetti. Chi vuole capire come è cambiata l'idea di calciatore in Italia, dalla maglia nerazzurra di Meazza alle maglie di oggi, parte da qui.
