Il nuovo stadio di Inter e Milan ha un altro fronte giudiziario, e questa volta non si gioca davanti al giudice amministrativo. Il 10 agosto 2026 un elettore del Comune di Milano, A. G. Orlando, ha promosso un giudizio civile davanti al Tribunale di Milano per chiedere la nullità del contratto con cui i due club hanno acquistato il Giuseppe Meazza e le aree circostanti. La notizia non arriva da una nota delle società: emerge dal bilancio consolidato del Milan, come riportato da Calcio e Finanza.
L’azione popolare
La base giuridica è l’articolo 9 del decreto legislativo 267/2000, il Testo unico degli enti locali. La norma disciplina la cosiddetta azione popolare: consente agli elettori di far valere in giudizio le azioni e i ricorsi che spettano al Comune, nei casi previsti dalla legge. Nel procedimento sono coinvolti Inter, Milan, il Comune di Milano, Stadio San Siro S.p.A., la controllata paritetica dei due club attraverso cui è stata perfezionata l’acquisizione, e il notaio che ha curato l’operazione. L’obiettivo è la dichiarazione di nullità del contratto di compravendita sottoscritto il 5 novembre 2025. Secondo Calcio e Finanza la prima udienza è fissata al 15 aprile 2027, e nessuna decisione è intervenuta sulla validità dell’atto.
Un documento, non un annuncio
Il dettaglio che spiega perché la causa diventa pubblica solo ora sta nel contenitore: il bilancio consolidato del Milan. Non un comunicato, non una conferenza stampa, ma un documento contabile in cui il contenzioso viene annotato. Per il momento la richiesta è allo stadio iniziale del procedimento civile e non è stato reso noto alcun importo.
Perché è diverso dal Tar
Il 6 ottobre il Tar della Lombardia aveva respinto o dichiarato inammissibili i cinque ricorsi contro la vendita e il progetto del nuovo impianto. Quel capitolo riguardava gli atti amministrativi del Comune: la delibera, il procedimento, le modalità del voto in Consiglio. La causa civile sposta il piano: non chiede l’annullamento di un atto della pubblica amministrazione, ma la nullità di un contratto davanti al giudice ordinario, su iniziativa di un privato che agisce al posto del Comune. Due giudici diversi, due oggetti diversi, esiti indipendenti: il rigetto al Tar non chiude questa causa, e questa causa non riapre i ricorsi amministrativi.
Cosa cambia per il cantiere
Sul piano pratico, per ora poco. Si tratta di una richiesta formulata in un procedimento civile, senza alcuna decisione sulla validità del contratto: il contratto resta in vigore, e il percorso autorizzativo definito dal Tar non viene sospeso da questo giudizio. Il calendario del progetto però corre: sempre secondo Calcio e Finanza, la presentazione delle prime immagini del nuovo impianto firmato da Foster + Partners e Manica è attesa entro la fine del mese, e lo stadio è previsto per gli Europei del 2032. Una causa che si apre in quella finestra è un rischio da mettere in conto, non un blocco già scritto.
