Per i 50 anni di Ronaldo l'Inter ha pubblicato il racconto «Ronaldo - i cinquanta», l'episodio 15 del podcast «Internazionale Morning Club» e la «Goal Gallery» dei suoi 59 gol nerazzurri. Nato a Itaguaí il 18 settembre 1976 — il compleanno del Fenomeno è e resta quello — all'anagrafe risulta però registrato il 22 settembre: è la data da cui parte questa storia.
«I numeri non dicono quasi niente», scrive l'Inter: Ronaldo non è stato un attaccante come gli altri, era il migliore del mondo con addosso la maglia nerazzurra. «La squadra di Ronaldo è, e sarà per sempre, l'Inter».
L'arrivo a Milano, 25 luglio 1997
Ronaldo atterrò a Linate in jeans neri e camicia a quadri. Ad accoglierlo il presidente Massimo Moratti, con Sandro Mazzola e Luis Suárez; dal balcone di via Durini salutò almeno mille tifosi. Due giorni dopo, a San Siro contro il Manchester United, non scese in campo: il proscenio fu di Recoba, ma i bambini nerazzurri che gli si strinsero attorno raccontavano già tutto. L'esordio in campionato il 31 agosto 1997, contro il Brescia; il primo gol il 14 settembre, sul campo del Bologna.
Il Pallone d'Oro e la Coppa UEFA
Il 4 gennaio 1998, prima di Inter-Juventus, alzò al cielo di San Siro il Pallone d'Oro; la partita finì 1-0. Il 22 marzo il derby vinto 0-3 con il Milan, con un gol meraviglioso. In Coppa UEFA due gol in semifinale in Russia, contro lo Spartak Mosca, e la finale di Parigi del 6 maggio 1998: 3-0 sulla Lazio, con il terzo gol del Fenomeno.
Il ginocchio, il ritorno, l'addio
Poi il buio. Il 21 novembre 1999, contro il Lecce, il primo gravissimo infortunio al ginocchio. Il rientro durò sei minuti: il 12 aprile 2000, all'Olimpico, nell'andata della finale di Coppa Italia contro la Lazio, il ginocchio cedette e Ronaldo finì a terra in lacrime. L'Inter lo aspettò un anno e mezzo e il ritorno fu una festa: il 19 agosto 2001, in amichevole con l'Enyimba, il «Ronaldo Day» riempì San Siro; il 20 settembre, a Trieste, la prima gara ufficiale con il Brasov.
I gol tornarono il 9 dicembre 2001: a Brescia, dopo lo scambio con Vieri, sbloccò la partita al 19'. Il 19 dicembre la doppietta al Verona; il 14 aprile 2002, sotto di un gol con il Brescia, segnò due volte e tenne vivo il sogno del tricolore. Il commiato arrivò il 28 aprile 2002: su punizione, l'ultimo gol in nerazzurro, nel 3-1 sul Piacenza. Una settimana dopo il sogno si spezzò all'ultima giornata, contro la Lazio; poi il Mondiale vinto e l'addio, al Real Madrid.
Cinquant'anni, una storia nerazzurra
Il bilancio del club: 99 partite, 59 gol, una Coppa UEFA, due Palloni d'Oro e la Hall of Fame nerazzurra dal 2018. Con il Brasile ha vinto i Mondiali 1994 e 2002, da capocannoniere con otto gol, e ha perso la finale del 1998. In carriera ha giocato con Cruzeiro, PSV, Barcellona, Real Madrid, Milan e Corinthians; gli anni milanesi restano però tra i più luminosi della storia dell'Inter, quelli raccontati tra i migliori giocatori nerazzurri degli anni Novanta.
Il 24 febbraio 2026 era a San Siro, con Christian Vieri, per Inter-Bodø/Glimt. «Ce l'abbiamo noi», cantavano i tifosi di allora: cinquant'anni dopo, è ancora vero.
