Il nuovo stadio di Milano ha un nome e un volto. Nel pomeriggio, al Castello Sforzesco, Inter e Milan hanno svelato il progetto firmato da Foster + Partners e MANICA e hanno annunciato la cessione dei naming rights: l’impianto si chiamerà Generali Stadium. La scritta campeggerà sulla facciata, nel carattere del logo del gruppo assicurativo, con il Leone di Trieste ben visibile. L’appuntamento era atteso da settimane: gli inviti li avevano firmati i presidenti Paolo Scaroni e Beppe Marotta.
Il nome e l’accordo
Secondo la Gazzetta dello Sport, l’intesa con Generali vale circa 650 milioni di euro distribuiti su un ventennio, e la compagnia diventerà anche Official Insurance Partner dei due club. Nelle coppe europee il nome commerciale non si potrà usare: come impone il regolamento Uefa, lo stadio tornerà a chiamarsi Milano Stadium, esattamente come l’Allianz Stadium di Torino ridiventa Juventus Stadium nelle notti di Champions.
Come sarà
La forma è quella di un catino ovale, non più la pianta rettangolare del Meazza, e l’intero impianto sorgerà rialzato su un podio, con i parcheggi ricavati sotto il livello del campo. Gli spalti si sviluppano su due anelli, un richiamo al San Siro degli anni Cinquanta, con tribune inclinate a 37 gradi: la stessa pendenza del Muro Giallo di Dortmund, pensata per conservare la verticalità che si respira oggi in Curva.
La facciata è il pezzo più riconoscibile: elementi a rombo, i «diamanti» che si vedono nei rendering diffusi nel pomeriggio, con LED interni che permettono di accendere l’edificio di rosso o di blu a seconda della squadra che gioca in casa. Sul tetto sono previsti 27mila metri quadrati di pannelli fotovoltaici; l’impianto sarà sigillato acusticamente, così il rumore uscirà solo dall’alto e resterà dentro il catino.
I numeri e i tempi
La capienza sarà di 71.500 posti, circa il 5 per cento in meno rispetto al Meazza attuale, con oltre 13mila sedute premium tra hospitality e aree corporate. L’operazione complessiva vale 2,3 miliardi di euro, dei quali 708 milioni per la sola costruzione dello stadio.
La chiusura dell’iter autorizzativo è attesa entro l’estate del 2027, con l’avvio dei cantieri entro la fine dello stesso anno; la consegna è prevista tra il 2031 e l’inizio del 2032, in tempo per gli Europei che Italia e Turchia organizzeranno insieme. Fino a quel momento le due squadre continueranno a giocare al Meazza, che resterà in piedi accanto al cantiere. Solo dopo l’apertura del nuovo stadio comincerà la demolizione, circa due anni di lavori dal 2031, con uno spicchio della Curva Sud destinato a restare. Sullo sfondo resta l’appello dei comitati contro la vendita dell’area, ancora davanti al Consiglio di Stato dopo che il TAR ha respinto i ricorsi.
Lo striscione fuori dal Castello
Davanti al Castello, una rappresentanza della Curva Nord ha protestato contro la demolizione: uno striscione con la scritta «Giù le mani dal nostro stadio» e i cori che accompagnano la vicenda da mesi, con la promessa che le luci di San Siro non si spegneranno. La posizione dei tifosi non è cambiata rispetto a quando il 29 ottobre era solo una data cerchiata sul calendario: adesso ci sono un nome, un disegno e un cantiere che parte entro la fine del 2027.
