CalciomercatoGuida

Mkhitaryan: «No a Arabia e MLS, non ho mai giocato per soldi»

Niente Arabia Saudita, niente MLS, niente ritorno in Armenia: Mkhitaryan esclude le destinazioni di fine carriera e sul ritiro non fissa date. «I soldi non sono mai stati la cosa più importante».

Di Redazione Interisti.org3 min di lettura

Giornali sportivi aperti su un bancone di marmo al mattino, immagine di rassegna stampa per l'intervista di Mkhitaryan
L'intervista alla tv armena: futuro, soldi e ritiro nelle parole di Mkhitaryan

Punti chiave

  • «Non ho mai giocato a calcio per soldi»: Mkhitaryan esclude Arabia Saudita, Armenia e MLS
  • Sul ritiro: «Non posso promettere per quanto tempo continuerò ancora a giocare»
  • Col Parma l'assist per il tris di Thuram e la semi-rovesciata sfiorata: a 37 anni resta decisivo

Henrikh Mkhitaryan ha scelto la televisione pubblica armena per un lungo racconto della sua carriera, dall'Armenia fino all'Inter passando per Dortmund, Manchester United, Arsenal e Roma. L'intervista, andata in onda nella serata di venerdì 9 ottobre, è stata ripresa in Italia tra gli altri da Tuttosport: al centro della conversazione il futuro, il ritiro e il rapporto con il denaro, insieme ai ricordi dell'infanzia, alla figura del padre e agli anni accanto ai grandi allenatori incontrati lungo la carriera.

«Non ho mai giocato a calcio per soldi»

«Escludo la possibilità di trasferirmi in Arabia Saudita, in Armenia oppure nella MLS. Perché per me i soldi non sono mai stati la cosa più importante. Non ho mai giocato a calcio per soldi», ha spiegato il centrocampista nerazzurro, che ha poi aggiunto: «Ho cambiato club e ho giocato a calcio per le mie ambizioni, per i miei obiettivi, per quei sogni che avevo fin da bambino e che mi hanno accompagnato nel corso della carriera».

Parole che chiudono, almeno per ora, la porta alle destinazioni più remunerative che tanti colleghi scelgono nella parte finale della carriera: niente Arabia Saudita, niente MLS, niente ritorno in patria. Nel racconto c'è anche il rapporto con il gioco in sé: per Mkhitaryan la prima cosa nel calcio resta amare il pallone, perché chi si adagia rischia di lasciare il posto a qualcun altro.

Sul ritiro: «Non posso promettere niente»

Sul finale di carriera, invece, l'armeno non fissa alcuna data: «Non posso promettere niente, perché sono arrivato a un'età nella quale non bisogna fare grandi progetti a lungo termine. Bisogna procedere giorno per giorno, pensando al giorno successivo». La spiegazione è tutta atletica: «Non è facile recuperare, non è facile fissarsi degli obiettivi e non è facile allenarsi come fanno i tuoi compagni di 22 anni. Cerco di fare tutto nel miglior modo possibile. Ma non posso promettere per quanto tempo continuerò ancora a giocare».

Il campo parla per lui

Il presente, intanto, continua a rispondere sul campo. Nel 3-0 di sabato contro il Parma porta la sua firma l'assist per il tris di Thuram, mentre nel finale è sua la semi-rovesciata terminata larga non di molto che ha fatto sobbalzare San Siro. Pochi giorni prima, nell'amichevole con il Lumezzane, era arrivato il gol dell'1-0: segnali di un giocatore che, alla quinta stagione in nerazzurro, continua a lasciare il segno quando viene chiamato in causa.

Il suo orizzonte resta l'Inter, tra campionato e Champions League: martedì 13 ottobre a San Siro arriva il Club Brugge, poi sabato 17 la trasferta di Bologna, in un ciclo di sette partite in tre settimane. Poi si vedrà, un giorno alla volta: esattamente come ha raccontato alla televisione di casa, senza promettere nulla che non dipenda da lui.

Condividi
Aggiungi alle fonti preferite