Il caso Icardi si era riaperto dopo il derby, tra la disponibilità dichiarata dal giocatore e le voci di un ritorno. Beppe Marotta lo ha chiuso ai microfoni di Sky Sport, prima di Feyenoord-Inter, poi finita 0-3 per i nerazzurri al De Kuip. Alla domanda su Mauro Icardi e su una possibile quinta punta, il presidente dell'Inter non ha lasciato margini: «Io non so se si sia proposto, a noi sicuramente no».
La porta chiusa su Icardi
Marotta ha riconosciuto il passato senza aprire il presente: «Comunque è anche questa una considerazione piacevole di un giocatore che ha dato molto all'Inter». Poi la frase che conta: «onestamente non rientra nei nostri piani, così come non rientra nei nostri piani quello di acquisire una nuova punta». L'argentino, svincolato dopo l'addio al Galatasaray, aveva fatto sapere di essere disponibile a un ritorno, e Fabrizio Romano aveva spiegato che l'Inter non lo aveva mai preso in considerazione. Ora non è più una ricostruzione di mercato: è la voce del presidente, e vale anche per gennaio.
Quattro punte, non cinque
Sulla quinta punta Marotta ha usato lo stesso registro: «Abbiamo quattro punte e la coincidenza vuole che ne siano mancate quantomeno tre in un colpo solo. Ma questa è una pura fatalità». Il riferimento è alla settimana del derby: Lautaro Martinez fermo per il risentimento ai flessori della coscia sinistra, Bonny e Pio Esposito non al meglio, Thuram unica punta disponibile. Per la società è un caso, non un errore di costruzione, e non c'è intenzione di correggerlo sul mercato.
Sul rendimento offensivo il presidente ha rivendicato i numeri: «Non abbiamo sinceramente, anche statisticamente, problemi di gol. In Italia dopo la Roma siamo i più prolifici». La classifica gli dà ragione: 26 gol in dieci giornate, secondo attacco dietro la Roma (28), e 25 punti, secondo posto a tre lunghezze dalla Lazio.
Il gruppo dopo il derby
Il 3-1 rimediato nel derby col Milan non ha spostato la valutazione della società. Marotta ha parlato di «un gruppo molto sano, uso proprio questo termine, sano, perché non ci sono mele marce», e ha aggiunto la statistica che circola ad Appiano: «un dato statistico che qualcuno ha sottolineato: nelle ultime 40 partite in Serie A abbiamo perso solo tre volte, coincidenza sempre col Milan». È un numero citato dal presidente, non un conteggio della redazione. Sulla Champions la linea resta prudente: «speriamo quest'anno di posizionarci e tentare di scalare questa vetta, che sicuramente è piena di insidie».
Rinnovi: Dimarco al 2028, Calhanoglu unico in scadenza
Sui contratti Marotta ha spento l'allarme: «C'è solo un giocatore che è in scadenza di contratto, ed è Calhanoglu, con cui comunque abbiamo un ottimo, veramente ottimo rapporto». Per Federico Dimarco l'Inter ha esercitato la clausola di allungamento di un anno, «fino al 2028, concordandola con lui», con l'intenzione di andare oltre nel corso della stagione «perché Dimarco ha manifestato l'intenzione di continuare la sua esperienza professionale con la maglia dell'Inter».
Per gennaio la linea è quindi doppia: nessun ritorno e nessuna quinta punta, salvo che il mercato cambi scenario. Prima c'è il Como a San Siro, domenica 8 novembre, con Lautaro ancora ai box e un reparto che dovrà arrangiarsi. Il presidente ha parlato chiaro; la stagione dirà se la rosa, così com'è, basta.
