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La quinta punta che manca all'Inter: rosa, numeri e gennaio

Chivu apre alla quinta punta: «Faremo qualche riflessione». Ma l'Inter ci aveva già pensato a settembre e aveva scelto di non intervenire. Gennaio, intanto, è a undici partite.

Di Redazione Interisti.org3 min di lettura

Valigia con una sciarpa nerazzurra in un terminal aeroportuale, immagine simbolo del mercato
Quattro attaccanti in rosa e una quinta punta da valutare: la riflessione di Chivu dopo il derby.

Punti chiave

  • Chivu: «Faremo qualche riflessione» sulla quinta punta, ma «è troppo semplice parlarne ora»
  • Quattro attaccanti e 13 dei 26 gol di Serie A: senza Lautaro il peso si concentra su Thuram
  • A settembre l'Inter ha valutato un profilo diverso e ha scelto di non intervenire

La domanda è arrivata alla fine, dopo il derby perso 3-1: «Ti manca un attaccante? Serviva la quinta punta?». Cristian Chivu non si è sottratto: «Considerazione giusta, ma è troppo semplice dirlo quando Lautaro è infortunato e gli altri due non stanno bene. Sono cose che capitano, per fortuna non troppo spesso. Faremo qualche riflessione, ma siamo contenti anche di quello che ci danno Mosconi e Lavelli. Ripeto, però, è troppo semplice parlarne ora».

Un'apertura e una chiusura nella stessa risposta: «Faremo qualche riflessione» non è un ordine alla società, e «è troppo semplice parlarne ora» spiega perché l'Inter non decide nella notte peggiore.

La rosa com'è

Quattro attaccanti per due posti: Lautaro Martínez, Marcus Thuram, Ange-Yoan Bonny e Pio Esposito. In Serie A hanno firmato 13 dei 26 gol nerazzurri, con Thuram a 5, il capitano a 4, Bonny ed Esposito a 2. I minuti raccontano altro: Thuram 852 in 12 partite, Esposito 530, Bonny 345 quasi sempre dalla panchina, Lautaro 533 in sette presenze.

Ed è Lautaro quello che segna con più continuità: sei reti, una ogni 89 minuti. Bonny una ogni 115, Thuram una ogni 170, Esposito una ogni 265. Senza il capitano il peso non si redistribuisce, si concentra.

I tempi dell'infortunio

Lautaro si è fermato il 15 ottobre, dopo la doppietta al Bruges: risentimento ai flessori della coscia sinistra, circa un mese e mezzo di stop. La Gazzetta ha cerchiato il 22 novembre, Atalanta-Inter, per il rientro. Ha già saltato Bologna, Shakhtar, Fiorentina, Venezia e il derby; salterà Feyenoord e Como.

Cosa danno Mosconi e Lavelli

La frase sui due ragazzi merita i tabellini alla mano. Mattia Mosconi, classe 2007, è stato in panchina sette volte senza giocare un minuto. Matteo Lavelli, classe 2006, tre panchine e cinque minuti, entrato all'85' con la Fiorentina. Non è un giudizio su di loro: è la fotografia di una coperta che davanti arriva a quattro nomi.

Il precedente di settembre

L'Inter ci aveva già pensato, decidendo di non fare nulla. Il primo settembre il Corriere dello Sport ricostruiva la scelta: si era accarezzata l'idea di un profilo creativo, «con fantasia e imprevedibilità, oltre all'uno contro uno», non di un'altra prima punta. Allargare un reparto con quattro punte, sette centrocampisti e quattro esterni avrebbe tolto spazio ad almeno due giocatori. Sarebbe cambiato qualcosa solo con un'uscita, e il candidato era Luis Henrique. A fine agosto Marotta era stato esplicito con Sportitalia: «Siamo alla finestra e se ci saranno opportunità le coglieremo. Realisticamente, però, non ne vedo all'orizzonte».

Cosa può cambiare a gennaio

Da qui al mercato ci sono undici partite in quarantanove giorni, dalla trasferta di Rotterdam alla Supercoppa con la Lazio del 22 dicembre. Se Lautaro rientra nei tempi e Bonny ed Esposito reggono il carico, l'Inter resta com'è: a settembre società e allenatore la consideravano completa, e una quinta punta toglierebbe minuti a chi deve crescere. Se il reparto perde un altro pezzo, o compare un prestito sostenibile, la posizione cambia. Al primo novembre non esiste una pista verificata: nessun nome, nessuna trattativa.

C'è poi il paradosso che Chivu ha descritto senza dirlo: la riflessione si fa quando l'emergenza è finita, la quinta punta serve mentre l'emergenza è in corso. Martedì, a Rotterdam, si ricomincia.

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