Il verdetto è arrivato: diecimila euro di ammenda alla Juventus e nessuna chiusura della Curva Sud. Il Giudice Sportivo Gerardo Mastrandrea ha pubblicato oggi, 22 settembre, le decisioni sulla quinta giornata di Serie A: per il minuto di silenzio dedicato a Sandro Mazzola prima di Juventus-Atalanta il club bianconero paga una sanzione economica, ma lo Stadium non perde il suo settore più caldo.
Il dispositivo
La motivazione è scritta nel comunicato ufficiale: «Ammenda di 10.000,00 euro alla Soc. Juventus per non avere, un numero esiguo in percentuale di sostenitori assiepati nel settore tribuna Sud 1° anello, rispettato platealmente il minuto di silenzio disposto dalla F.I.G.C.». Il Giudice Sportivo ha poi spiegato l'attenuante: «sanzione attenuata viste la tempestiva formale presa di posizione della Società rispetto al suddetto deprecabile comportamento, nonché la dissociazione del resto del pubblico presente allo stadio».
Due elementi hanno quindi pesato in favore della Juventus: la nota con cui il club si è dissociato dal gesto subito dopo il fischio finale, e gli applausi del resto dello stadio — tifosi di casa e ospiti — che hanno coperto i cori e le spalle voltate.
Cosa rischiava la Juventus
Il codice di giustizia sportiva prevedeva, per lo spregio generalizzato, un'ammenda fino a 50 mila euro oppure la chiusura del settore interessato. La seconda ipotesi avrebbe avuto un peso concreto: la Curva Sud sarebbe rimasta vuota nella prossima partita casalinga, quella con la Lazio in programma il 18 ottobre. A orientare la decisione è stata la valutazione sul numero dei sostenitori coinvolti, definito «esiguo in percentuale» rispetto a tutto lo stadio.
Il precedente più vicino risale al settembre 2023, quando fischi e cori durante il minuto di silenzio per Giorgio Napolitano costarono un'ammenda da 5 mila euro a cinque club: Empoli, Fiorentina, Verona, Lazio e Udinese.
Le reazioni
Il presidente della Figc Giovanni Malagò aveva chiesto di non punire la società: «Dico no a pene collettive. Vanno individuate in modo chirurgico e scientifico tutte quelle persone che hanno fatto vergognare il 99% di tutti gli altri: la Juventus è assolutamente vittima». Oggi, a Rapallo, ha commentato la sentenza senza entrare nel merito: «Diecimila euro di multa alla Juve? Per pochi non ci può essere un discorso che coinvolge una intera società o un intero stadio».
In radio, su Rai Radio 1, è intervenuta anche Mariella Cavanna, vedova di Gaetano Scirea: «Chiunque abbia perso la vita merita rispetto, vale per Mazzola come deve valere per mio marito. Anche se vestivano maglie diverse, umanamente erano sulla stessa linea: deve essere motivo di orgoglio per tutti i tifosi, dell'Inter e della Juventus». Poi l'amarezza: «Viviamo in una società che non ha rispetto per le persone che non ci sono più».
Restano i singoli
L'ammenda la paga il club, ma il capitolo dei responsabili resta aperto: la Juventus ha fatto sapere di voler discutere i possibili provvedimenti di espulsione dallo Stadium per chi ha violato il codice di comportamento. Sul piano sportivo, con questa decisione la vicenda si chiude.
Nello stesso comunicato l'Inter è stata multata di 3.000 euro per un coro offensivo dei suoi sostenitori verso l'allenatore avversario e di altri 1.000 per una bottiglietta lanciata in campo.
