AttualitàGuida

Mazzola, la curva della Juve di spalle nel minuto di silenzio

Prima di Juventus-Atalanta parte della curva dello Stadium ha voltato le spalle nel minuto di silenzio per Sandro Mazzola. La Juventus condanna il gesto: «Non c'è rivalità che possa giustificare la mancanza di rispetto».

Di Redazione Interisti.org3 min di lettura

Una grande bandiera nerazzurra sventolata sugli spalti di uno stadio tra i coriandoli
Il minuto di silenzio per Mazzola sui campi della quinta giornata: a Torino una parte della curva ha voltato le spalle

Punti chiave

  • Allo Stadium parte della curva si è girata di spalle nel minuto di silenzio per Mazzola
  • La Juventus: «Non c'è rivalità che possa giustificare la mancanza di rispetto»
  • Bergomi a Sky: «Noi non gli gireremo mai le spalle». Oggi i funerali a Sant'Ambrogio

Il minuto di silenzio per Sandro Mazzola doveva essere un momento di raccoglimento comune. La Lega Serie A lo aveva disposto su tutti i campi della quinta giornata, sessanta secondi per la bandiera nerazzurra scomparsa nella notte a 83 anni. All'Allianz Stadium, però, il ricordo è stato rovinato: mentre i maxischermi proiettavano l'immagine di Mazzola e l'arbitro Zufferli stava per fischiare il minuto, nei settori centrali del primo e del secondo anello della curva Sud decine di tifosi si sono girati di spalle al campo. Altri hanno intonato cori per Gaetano Scirea, Andrea Fortunato e Gianni Agnelli. Il resto dello stadio ha risposto con un applauso, che ha coperto l'offesa: le immagini degli ultras di spalle hanno fatto il giro del web.

Juventus-Atalanta è finita 2-0 per i bianconeri, con i gol di Conceição e Bremer, ma l'episodio ha macchiato la vittoria: la serata di Torino resterà legata a quel gesto.

Il comunicato della Juventus

In serata il club bianconero è intervenuto con una nota ufficiale dal titolo «Rispetto e sportività»: «Non c'è rivalità che possa giustificare la mancanza di rispetto durante un minuto di silenzio. Onorare la memoria e unirsi nel ricordo durante i momenti di commemorazione rappresenta una responsabilità comune che trascende appartenenze e colori».

Le reazioni del calcio

Il primo commento è dell'allenatore della Juventus, Luciano Spalletti: «Son cose che non vanno fatte. Ci vuole rispetto e sportività per delle leggende dello sport, del calcio come Scirea, Baresi, Mazzola». Poi il ricordo personale: «Ho conosciuto Mazzola quando sono arrivato all'Inter, uno dei primi giorni è venuto ad abbracciarmi, trasferirmi la sua disponibilità per il mio incarico di quel momento lì e me lo ricorderò sempre».

A Sky Sport Beppe Bergomi ha scelto le parole più semplici: «Volevo salutare Sandro Mazzola e dirgli che noi non gli gireremo mai le spalle e che gli vorremo sempre bene». Guido Vaciago, direttore di Tuttosport, ha parlato di «questione di civiltà»: «Mancare di rispetto a Sandro Mazzola è un qualcosa che fa abbastanza schifo, sinceramente. Non voglio dare la colpa a tutto lo Stadium, perché tre quarti dello stadio si è comportata bene. Se si chiede rispetto, si deve dare rispetto».

Duro anche Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport: «Lo sfregio al morto è un salto di qualità della stupidità. Non c'è spiegazione accettabile». Anche Ignazio La Russa, presidente del Senato e tifoso nerazzurro, all'ANSA: «Sandro Mazzola non è solo interista, è una leggenda del calcio», aggiungendo che «la grandezza di Mazzola non si misura da queste meschinità». Maurizio Sarri, allenatore dell'Atalanta: «Sono sensazioni brutte, magari si tratta di generazioni che non si rendono conto di chi è stato Mazzola: quando c'è una perdita di questo livello, rendere omaggio è il minimo anche se ci hai sempre giocato contro».

La Procura Figc e l'addio di Milano

L'episodio è stato segnalato dagli uomini della Procura Figc come «cori e gesti di spregio»: il codice di giustizia sportiva prevede un'ammenda per la società, fino a 50mila euro, o la chiusura del settore. Ma la giornata di oggi riporta il calcio alla sua dimensione più autentica: nel pomeriggio Milano saluta Mazzola, con i funerali alle 14.45 nella basilica di Sant'Ambrogio e il lutto cittadino proclamato dal Comune. Ieri all'Olimpico Roma e Inter avevano osservato il raccoglimento a centrocampo, con il lutto al braccio.

Condividi
Aggiungi alle fonti preferite