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Il paradosso dell'Inter: 25 punti e gol solo alla fine

Venticinque punti in nove giornate, il miglior avvio delle ultime ventidue stagioni. Ma nove gol su venticinque arrivano dopo il 76': l'Inter vince, e vince tardi.

Di Redazione Interisti.org4 min di lettura

Lavagna tattica vista dall'alto con dischetti nerazzurri, frecce di gesso e un quaderno
Nove giornate, venticinque punti: il primato dell'Inter e i gol che arrivano tutti alla fine.

Punti chiave

  • 25 punti dopo nove giornate: nessuna Inter dell'archivio (dal 2005/06) aveva fatto meglio, la più vicina è il 2017/18 con 23
  • Al 75' la classifica direbbe 16 punti: nove gol su venticinque arrivano dal 76' in poi, otto nel primo tempo
  • 63% di possesso e 201 tiri: non è possesso sterile, è un problema di tempi. Provedel: «si può vincere anche negli ultimi 10'»

Venticinque punti in nove giornate sono il miglior avvio dell'Inter nelle ventidue stagioni coperte dall'archivio SportMonks, cioè dal 2005/06. La formula che circola oggi, «miglior avvio nell'era dei tre punti», va precisata: i dati disponibili partono dal 2005/06, non dal 1994. Dentro quel perimetro il primato è netto. L'Inter più vicina era quella di Spalletti nel 2017/18, ferma a 23 punti con sette vittorie e due pareggi.

Il conto è stato rifatto partita per partita, non ripreso da una tabella già pronta: nove gare di Serie A per stagione, tre punti a vittoria. Nessuna delle ventuno Inter precedenti aveva mai toccato i 25 punti. Il 2023/24 di Inzaghi aveva segnato un gol in più, 24, con un punto in meno.

I migliori avvii dal 2005/06

StagionePuntiV-N-PGol
2026/27258-1-025-10
2017/18237-2-017-5
2023/24227-1-124-5
2019/20227-1-120-9
2009/10227-1-121-6

La classifica che si ferma al 75'

Poi c'è l'altra faccia. Se le nove partite finissero al 75', l'Inter avrebbe 16 punti invece di 25. Nove punti sono arrivati negli ultimi quarti d'ora: il pareggio all'82' e il sorpasso al 90+1' sul Napoli, il pareggio al 90+1' e il rigore al 90+7' sulla Fiorentina, i due autogol del Venezia tra il 79' e l'82'. In tutto, nove dei venticinque gol stagionali arrivano dal 76' in poi, otto nel primo tempo. Tre delle otto vittorie si sono decise dopo il 78'. Non è un dettaglio isolato: l'Inter è andata sotto cinque volte in otto giornate, e la curva dei gol racconta la stessa partita dall'altro lato.

Non è possesso sterile

La lettura più comoda sarebbe quella del possesso senza costrutto. I numeri la smentiscono: 63% di possesso medio, 201 tiri in nove giornate, 22,3 a partita, 64 nello specchio. L'Inter crea, e crea molto, anche contro chi si chiude. Il punto è un altro: la porta si apre tardi, quando l'avversario è costretto ad allungarsi. A Venezia è successo su due autogol nel finale, con la Fiorentina su un rigore al 90+7'. «Le squadre contro di noi fanno la partita della vita, ti aspettano, aspettano magari un'imprecisione», ha detto Provedel alla Domenica Sportiva. «Non è facile, e proprio per questo si può vincere anche negli ultimi 10'.»

La domanda del derby

Sabato alle 20:45 a San Siro arriva il Milan, quinto a 18 punti, sette in meno. La Lazio ha gli stessi 25 punti e la stessa differenza reti, +15: il primato è una coabitazione, non un margine. La conferenza di Chivu è fissata per venerdì alle 14:30 alla Pinetina, e la domanda che porta con sé è quella delle nove giornate. Questo avvio risolve un problema o lo rimanda? I punti dicono che l'Inter sa vincere anche senza giocare bene, e questa è una virtù. Dicono anche che i dieci minuti finali non basteranno sempre, contro un avversario che non si chiude e che ha la qualità per punire il primo errore.

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