«È più facile quando si gioca dopo tre giorni perché la delusione e l'amarezza la puoi trasformare in energia positiva», ha detto Chivu a Sky Sport alla vigilia del De Kuip. L'Inter arriva dal derby perso, il calendario le offre subito il rimedio. Per Dimarco il rimedio ha un nome preciso: la fascia sinistra, quella che a San Siro non gli è stata consegnata.
Dall'esclusione alla corsia mancina
Nel derby le formazioni ufficiali lo avevano lasciato fuori: Carlos Augusto a sinistra, Bisseck, Akanji e Bastoni dietro. Dimarco è entrato all'81', a partita ormai decisa, e secondo la Gazzetta «è entrato bene». La stessa Gazzetta racconta che l'esclusione era arrivata dopo giorni trascorsi accanto alla moglie, che ha dato alla luce il loro terzo figlio, e che la reazione è stata «da veterano». Ad Appiano lo si è rivisto «molto carico».
Stasera, secondo le probabili formazioni, torna dal primo minuto: Martinez in porta, Bisseck, Akanji e Carlos Augusto in difesa, Spence e Dimarco sulle corsie, Barella, Calhanoglu e Zielinski in mezzo, Thuram con Pio Esposito davanti. Restano i ballottaggi a destra, con Spence in vantaggio su Diouf, e in regia, con Zielinski su Mkhitaryan. Le ufficiali arrivano circa un'ora prima del fischio d'inizio.
La difesa che riapre la fascia
Il ritorno non è una promozione, è una conseguenza. Bastoni è squalificato per il doppio giallo rimediato con lo Shakhtar, Pavard ha lavorato per la prima volta in parte con il gruppo e Stones è ancora ai box: Carlos Augusto deve salire nel terzetto difensivo, e la corsia mancina si riapre. Chivu non sceglie, rattoppa. Ma il rattoppo cade nel punto più delicato del calendario europeo.
Il contratto resta sullo sfondo
La Gazzetta del 2 novembre scrive che «non è un mistero» che Dimarco si sia lamentato del mancato rinnovo, e riferisce una sensazione diffusa ad Appiano: parecchi giocatori penserebbero più ai contratti da negoziare che agli allenamenti. Sky Sport, però, aggiunge il tassello che mancava: l'Inter ha comunicato al giocatore di aver esercitato la clausola fino al 30 giugno 2028. Il nodo, quindi, non è la scadenza ma la nuova intesa: si tratta per allungare fino al 2029 o al 2030, e secondo Di Marzio Dimarco vuole restare.
I numeri spiegano perché se ne parla. Nella Serie A 2025/26 Dimarco è stato eletto MVP assoluto, primo difensore a vincerlo, con 6 gol e 18 assist; in questa stagione, sui tabellini, ha 12 presenze su 13 partite ufficiali, zero gol e due assist. La Gazzetta lo chiama «lontano parente del miglior giocatore della scorsa Serie A». È la fotografia di un avvio sbagliato, non di un giocatore finito, e la panchina del derby è stata letta come la conferma del momento negativo.
L'esame di Rotterdam
Davanti a lui agisce Hadj Moussa, l'esterno destro del 4-3-3 olandese. «Ci sono giocatori bravi nei duelli», ha avvertito Chivu. L'Inter ha tre punti in tre giornate e una vittoria la porterebbe a sei, nella corsa alle prime otto che vale circa sedici punti. Per Dimarco è il modo più diretto di rispondere: non con una frase sul contratto, ma con la partita che tre giorni fa gli è stata tolta.
