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Curva Nord contro l'Inter: «Un derby perso senza giocare»

La notte dopo il 3-1 la Curva Nord espone fuori da San Siro uno striscione durissimo: «Un derby perso senza giocare». Martedì a Rotterdam serve una risposta.

Di Redazione Interisti.org3 min di lettura

La Curva Nord di San Siro con le bandiere nerazzurre prima di un derby
La Curva Nord dopo il 3-1 del Milan: lo striscione esposto nella notte nei pressi di San Siro.

Punti chiave

  • «Un derby perso senza giocare»: lo striscione della Curva Nord esposto nella notte nei pressi di San Siro
  • Il secondo messaggio contesta il mancato saluto ai tifosi al fischio finale
  • Prima sconfitta in campionato dopo dieci giornate, ottavo derby di fila senza vittoria: martedì il Feyenoord

Milan-Inter 3-1: il risultato si è chiuso al 90', la contestazione no. Nella notte tra sabato e domenica, poche ore dopo il triplice fischio, la Curva Nord ha esposto nei pressi di San Siro un lungo striscione contro la squadra. Il testo, ripreso da Calciomercato.com, Sportmediaset e FCInter1908, comincia così: «Un derby perso senza giocare».

La seconda parte del messaggio è più dura e riguarda un episodio preciso: secondo la Curva i giocatori si sono infilati nello spogliatoio al fischio finale senza passare a salutare i tifosi. Sportmediaset scrive di un saluto mancato e di scuse mai arrivate a chi aveva sostenuto la squadra fino all'ultimo; Calciomercato.com parla di un malumore alimentato proprio da quel gesto. La rabbia non riguarda soltanto il punteggio.

L'atteggiamento, prima del risultato

Un derby perso così pesa più di un derby perso. Il Milan è andato sul 3-1 nel primo tempo, con Pulisic al 4', Rabiot al 10' e Moreira al 43'; l'Inter aveva riaperto con Bastoni al 22' e nella ripresa ha alzato il baricentro, chiudendo con 19 tiri a 7, 11 corner a 3 e il 57% di possesso. I numeri raccontano una partita giocata. La Curva contesta il contrario: «senza giocare» significa senza aggressione, senza quella tensione che in un derby conta più del modulo.

È lo stesso vocabolario di Barella nel dopo partita: «Non possiamo fare tutto l'anno andando sotto e poi recuperare, conta l'atteggiamento più che le disposizioni in campo». Parole lette come una conferma, non come un'attenuante. Secondo Tuttosport, il giorno dopo Barella e Bastoni hanno usato parole pesanti nello spogliatoio per scuotere il gruppo.

La lettura di Chivu

Chivu non si è nascosto: «Ci manca cattiveria, percezione del pericolo», ha detto in conferenza stampa, indicando nella «leggerezza con cui aggrediamo determinate situazioni» il difetto da correggere. Ha messo davanti a tutti se stesso, «a partire da me che sono il responsabile», e ha ricordato che si tratta della prima partita persa dopo dieci giornate. Per il tecnico è un calo di tensione; per la Curva, che scrive «senza giocare», è la prova che la squadra non ha messo in campo quello che doveva.

Il resto della conferenza è servito a spiegare l'emergenza: Bonny con la febbre, Pio Esposito non al meglio, Lautaro assente e un solo attaccante disponibile. Spiegazioni che non spostano il giudizio della tifoseria: il derby è stato indirizzato nei primi dieci minuti.

Rotterdam, tre giorni

Il calendario non concede pause. L'Inter parte oggi per Rotterdam, dove martedì 3 novembre alle 21 affronterà il Feyenoord al De Kuip, quarta giornata della fase campionato di Champions League. Mancherà Bastoni, squalificato dopo i due gialli con lo Shakhtar; Pavard è tornato in gruppo ma viene da un lungo stop. Per Tuttosport è una gara da vincere per restare nella corsa alla qualificazione diretta agli ottavi.

Lo striscione non è un comunicato del club: è la voce di una parte organizzata della tifoseria. Non indica nomi, non chiede un cambio in panchina. Chiede una cosa sola, con le parole più semplici: che la squadra giochi. Dopo otto derby consecutivi senza vittoria e la prima sconfitta in campionato dopo dieci giornate, la risposta che i tifosi aspettano non è un'altra dichiarazione, è una partita.

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