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Chivu: «Ci manca cattiveria, abbiamo perso qualcosa»

Chivu non si ferma al 3-1 del Milan: manca «cattiveria, percezione del pericolo», e in attacco l'emergenza pesa. Prima sconfitta dopo dieci giornate, martedì c'è il Feyenoord.

Di Redazione Interisti.org3 min di lettura

Giornali sportivi italiani aperti sul bancone di un bar, accanto a una tazza di caffè
Il giorno dopo il derby: la rassegna stampa sportiva italiana sul bancone di un bar.

Punti chiave

  • Chivu: «Ci manca cattiveria, percezione del pericolo»
  • Bonny febbricitante e Pio Esposito non al meglio: Thuram unica punta
  • Primo ko stagionale dopo dieci giornate, 25 punti; martedì il Feyenoord

Alla fine del derby Cristian Chivu non si è fermato al risultato. Il 3-1 del Milan resta sullo sfondo: l'allenatore ha spostato l'analisi sull'atteggiamento, sulla capacità di aggredire le situazioni prima che diventino pericolo.

«Manca qualcosa rispetto all'anno scorso, quello che sono gli approcci alle partite, la superficialità e la leggerezza con cui aggrediamo determinate situazioni», ha detto in conferenza stampa. «Ci manca cattiveria, percezione del pericolo. Bisogna ritrovarle, essendo consapevoli che in questo momento abbiamo perso qualcosa che bisogna ritrovare».

La leggerezza che pesa più degli errori

A Sky Sport Chivu ha detto che l'approccio è stato sbagliato senza buttare via tutto, perché l'Inter ha reagito e poteva pareggiare, pagando però un altro gol prima dell'intervallo. La distinzione conta: il problema non è tecnico, è di tensione. Nelle sue parole ricorrono due vocaboli della tradizione nerazzurra, la cattiveria e la percezione del pericolo.

«C'è sempre qualcosa di mentale, la storia lo insegna quando arrivi a fare una stagione dopo aver vinto», ha spiegato, mettendo davanti a tutti se stesso: «a partire da me che sono il responsabile». È la descrizione di una squadra che vince da un anno e fatica a ritrovare la fame delle prime volte.

L'emergenza in attacco

Il derby è stato giocato con una formazione obbligata. Lautaro, infortunato, non c'era; Bonny è partito dalla panchina e Pio Esposito non stava bene: davanti è rimasto solo Thuram, con Diouf e Sucic alle spalle. «Bonny veniva da due giorni di febbre a 39, nausea e vomito», ha raccontato il tecnico, spiegando che serviva velocità sugli esterni con Spence e Carlos Augusto: «Siamo stati costretti a cambiare».

Ai microfoni di Sky ha aggiunto il dettaglio che spiega i cambi tardivi: «Pio non è stato bene, Bonny fino alle 4 e mezza aveva la febbre e ha vomitato tutta la notte». I due attaccanti sono entrati a dieci minuti dalla fine, a partita già decisa, e la panchina corta è diventata un tema.

Sulla quinta punta Chivu non si è nascosto: «Faremo qualche riflessione, ma siamo contenti anche di quello che ci danno Mosconi e Lavelli», ha detto, e parlare di mercato adesso è «troppo semplice». Il mercato di gennaio è lontano; intanto c'è Rotterdam.

Dieci giornate, un solo passo falso

Il dato che Chivu ha messo davanti a tutto è questo: «È la prima partita persa dopo 10 giornate». Venticinque punti, otto vittorie, un pareggio e un solo ko. «L'anno scorso ne avevamo fatti meno, ma avevamo sempre reagito con piedi per terra e testa bassa». Il campionato non è compromesso, ma qualcosa si è rotto.

Martedì 3 novembre alle 21 l'Inter è attesa dal Feyenoord a Rotterdam, quarta giornata di Champions League. Mancherà anche Bastoni, squalificato dopo i due gialli con lo Shakhtar. Davanti le condizioni dei tre attaccanti restano da verificare.

Il derby ha mostrato un'Inter capace di reagire ma non di comandare gli eventi. La frase più pesante della conferenza è anche la più semplice: «abbiamo perso qualcosa che bisogna ritrovare». Il tempo per farlo, adesso, si misura in tre giorni.

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