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Champions, l'Inter è 20ª: la linea dei playoff passa dai gol

Ventesimo posto, tre punti e una differenza reti di meno uno: l'Inter è dentro i playoff per due gol, e la serata di Rotterdam vale molto più di tre punti.

Di Redazione Interisti.org3 min di lettura

Un pallone da calcio appoggiato sul cerchio di centrocampo di uno stadio vuoto, di notte, sotto i riflettori
La classifica della League Phase dopo tre giornate: dodici squadre ferme a tre punti tra il diciannovesimo e il ventinovesimo posto.

Punti chiave

  • Ventesima con 3 punti e meno uno di differenza reti: due gol la separano dalla linea dei playoff
  • LASK 24° e Sabah 25° hanno la stessa differenza reti: li dividono solo i gol fatti
  • A Rotterdam una vittoria vale sei punti e l'uscita dal gruppo delle dodici ferme a tre

Il 3-1 nel derby ha lasciato l'Inter a 25 punti in dieci giornate, con la prima sconfitta stagionale. In Champions il conto è diverso: tre punti in tre giornate, cinque gol fatti e sei subiti, ventesimo posto. Quel ventesimo posto, in una classifica così compressa, non è un margine: è un allineamento.

Ventesimo per alfabeto

Basta leggere la riga accanto. Inter e Manchester United hanno numeri identici: tre partite, una vittoria, due sconfitte, 5-6, meno uno, tre punti. Il regolamento, all'articolo 18, prevede che tra la prima e la settima giornata le squadre pari si separino con criteri che partono dalla differenza reti; se restano pari su tutto, ricevono lo stesso piazzamento e vengono ordinate alfabeticamente. L'Inter è ventesima perché la I viene prima della M.

La linea non passa dai punti

Tra il diciannovesimo e il ventinovesimo posto ci sono dodici squadre ferme a tre punti. Le separa la differenza reti, e a parità di quella conta il numero di gol fatti. Il LASK è ventiquattresimo con sei gol fatti e nove subiti, il Sabah venticinquesimo con tre fatti e sei subiti: stessa differenza reti, meno tre, e il Sabah è fuori perché ha segnato la metà dei gol.

L'Inter, con meno uno, ha due gol di margine. A Rotterdam non conterà solo il risultato, conterà quanto lo si fa pesare.

Pos.SquadraGolDifferenzaPunti
20Inter5-6-13
20Manchester United5-6-13
22Napoli5-7-23
23Galatasaray6-9-33
24LASK6-9-33
25Sabah3-6-33
26Feyenoord4-8-43

Cosa cambia martedì

Il Feyenoord è ventiseiesimo con tre punti e meno quattro, due posti sotto la linea. Martedì è un incrocio diretto tra due squadre ferme a tre: gli scenari sono netti.

Vittoria. Sei punti e uscita dal gruppo delle dodici, nella fascia oggi dall'ottavo al tredicesimo posto: la differenza reti smetterebbe di essere l'unico criterio che tiene dentro l'Inter.

Pareggio. Quattro punti, come Shakhtar e PSV: dentro, ma con un punto solo sopra la linea e la differenza reti ferma a meno uno.

Sconfitta. Resta a tre, il Feyenoord sale a sei e la scavalca. Con quattro partite da giocare, tre contro Stoccarda, Dortmund e Liverpool, il margine non basterebbe.

Il calendario non aiuta

Dopo Rotterdam arriva lo Stoccarda, sesto con sette punti e ancora imbattuto; poi il Dortmund, tredicesimo con sei; poi il Liverpool, terzo con nove e tre vittorie su tre. L'ultima è lo Slovan Bratislava, ultimo a zero punti con un gol fatto e tredici subiti. Le abbordabili sono due, Rotterdam e Bratislava: le altre contro squadre oggi nelle prime tredici.

Il rischio è strutturale, perché la differenza reti è il primo criterio: sei gol subiti in tre partite europee, due col Real Madrid e quattro col Brugge, contro i tredici subiti in dieci giornate di campionato. Il derby ha aggiunto tre gol nei primi 45 minuti. Senza Bastoni, squalificato dopo il doppio giallo con lo Shakhtar, la difesa cambia ancora.

La regola: le prime otto dritte agli ottavi, dalla nona alla ventiquattresima i playoff, dalla venticinquesima si esce. A Rotterdam non si decide l'ottavo posto. Si decide se l'Inter arriva a gennaio con un margine o con l'obbligo di vincere.

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