Feyenoord-Inter non è stata solo la serata dello 0-3 e dei sei punti in quattro giornate. Al De Kuip l'UEFA ha eletto Djed Spence Player of the Match, e la scelta racconta una storia cominciata in silenzio: un uomo che fino al 10 ottobre non aveva ancora giocato un minuto ufficiale e che il 3 novembre è stato il migliore in campo in una trasferta di Champions League.
Due mesi da solo alla Pinetina
Spence è arrivato a metà agosto dal Tottenham per prendere il posto di Denzel Dumfries, passato al Real Madrid. L'inglese, numero 99, si è presentato ad Appiano con un problema fisico ereditato dal Mondiale: niente partite, niente panchina, solo lavoro individuale. Per settimane è stato l'unico giocatore di movimento della rosa a zero minuti. La prima convocazione è arrivata per Inter-Parma del 10 ottobre e in quella stessa partita è arrivato anche l'esordio: entrato al 73' al posto di Diouf, con San Siro che si è alzato in piedi. «Ho aspettato due lunghi mesi per questo momento», ha detto quella sera.
La prima volta dal primo minuto
Chivu, però, ha tenuto il freno: «Ha fatto una settimana di lavoro, non si può pretendere troppo». La prima maglia da titolare è arrivata undici giorni dopo, nella vittoria sullo Shakhtar: 59 minuti, poi il cambio. L'Inter ha vinto 1-0 in inferiorità numerica, ma per l'inglese era un altro passo. Al derby perso con il Milan è arrivato il resto: la sua conclusione ha costretto Maignan a un intervento decisivo e, secondo un sondaggio di FCInterNews, è stato il nerazzurro più convincente della serata.
Il cross del De Kuip
A Rotterdam Spence ha giocato da quinto a tutta fascia nel 3-5-2 di Chivu, lo stesso ruolo che l'Inter aveva coperto con un adattato come Diouf. Del resto non è un quinto rigido: può coprire anche la corsia mancina. Il premio è arrivato dopo una partita di sostanza: al 34' il suo cross dalla destra è stato deviato, la palla si è impennata e Pio Esposito l'ha girata di testa per il 2-0. Bisseck aveva aperto all'8', Zielinski ha chiuso al 54', ma la giocata che ha indirizzato la serata porta la sua firma. In mixed zone Spence ha parlato di «due assist di livello mondiale», rivendicando con il sorriso una notte da protagonista.
Il fuoco e il Como
Il giorno dopo, ai microfoni di Inter.it, Spence ha scelto parole prudenti: «Mi sto adattando bene: conserviamo questo fuoco». È la sintesi di un percorso gestito senza accelerare: due mesi di riatletizzazione, un esordio in salita, poi la Champions. Sulla destra Chivu ora ha una soluzione in più, e non è un dettaglio in un calendario che domenica 8 novembre riporta il Como a San Siro. Per il quinto arrivato al posto di Dumfries, la stagione è appena cominciata.
