La partita l'ha chiusa lui: entrato al 56' al posto di Scamacca, Pio Esposito ha firmato all'87' il gol del 3-1 contro la Turchia, su assist di Romano. Per l'Italia è il passo avanti nel girone di Nations League, con sette punti e il secondo posto dietro la Francia. Ma per il centravanti nerazzurro la serata del Dall'Ara vale molto di più.
Perché la zampata di Bologna consegna un dato da record: sette gol in tredici presenze con la maglia azzurra, a ventun anni. Lo sottolinea Opta: con la rete di ieri Esposito è diventato solo il secondo giocatore nella storia della Nazionale a trovare la sua settima marcatura con al massimo 21 anni d'età.
Solo Meazza davanti
Davanti a lui, in tutta la storia azzurra, resta un nome soltanto: Giuseppe Meazza, che ci arrivò a 20 anni e 155 giorni, il 25 gennaio 1931. Sul sesto gol, quello di Bursa di una settimana fa, i più precoci di sempre erano in due, Meazza e Gianni Rivera; sul settimo ne è rimasto uno.
Il coraggio di ripartire da zero
Per arrivare fin qui, il percorso è passato da una scelta controcorrente. «Ha avuto il coraggio, nessuno lo racconta, di mollare la Primavera, di andare in un'altra realtà che è la Serie B, in un'altra città dove doveva dimostrare, ripartire da zero», ha raccontato Chivu. Cresciuto nel vivaio nerazzurro, Esposito si è fatto le ossa allo Spezia e poi è tornato a Milano: «In Prima Squadra l'ho ritrovato più pronto, più maturo, con la stessa fame e la stessa voglia di migliorarsi». Adesso i risultati sono sotto gli occhi di tutti, in nerazzurro e in azzurro.
L'Arsenal alla finestra
Fuori dal campo, intanto, cresce l'attenzione internazionale. Secondo quanto riporta TeamTalk, l'Arsenal ha mandato i suoi osservatori a Bursa per vederlo all'opera con l'Italia, in vista di un possibile affondo nel 2027. L'Inter, che in estate lo ha blindato con un contratto di sei anni, fino al 2032, può stare tranquilla: per ora, assicurano gli inglesi, è soltanto monitoraggio.
«Può diventare un grande centravanti»
«Credo che abbia fame di gol e di partite, poi lotta: è straordinario in questo», ha detto Mancini nella conferenza stampa del Dall'Ara. «Credo che nel giro di due anni possa diventare un centravanti che possa far giocare la squadra tranquillamente come lo facevano Vieri e Toni. Assomiglia più al secondo. Per la fisicità e le qualità tecniche che ha, credo che possa diventare un grande centravanti».
Intanto il pallone non aspetta: sabato l'Inter riabbraccia il suo centravanti per la sfida di San Siro contro il Parma, e per l'Italia il prossimo appuntamento è a novembre, a Bruxelles. Il presente dice sette gol in tredici presenze a ventun anni; davanti a lui, nella storia azzurra, resta solo Meazza. E il meglio deve ancora venire.
