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Lautaro-Barcellona, Deco conferma: «Ci piaceva e ci piace ancora»

Deco conferma: il Barcellona ha provato realmente a prendere Lautaro la scorsa estate. Il ds blaugrana racconta lo stop e Palmeri svela il tavolo con Oaktree e Marotta.

Di Redazione Interisti.org3 min di lettura

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La conferma di Deco e il retroscena di Palmeri: il dossier Lautaro-Barcellona raccontato dai protagonisti.

Punti chiave

  • Deco conferma l'interesse del Barça per Lautaro: «Ci piaceva e ci piace ancora»
  • Nessun contatto diretto: «Non abbiamo mai avuto contatti con il giocatore o con il suo agente»
  • Palmeri: al tavolo con la proprietà, il no alla cessione: «Non abbiamo intenzione di venderti»

La conferma arriva dalla fonte più diretta: Deco, direttore sportivo del Barcellona. Giovedì 24 settembre, ai microfoni di Sportitalia e Sky Sport, il dirigente blaugrana ha raccontato l'assalto estivo a Lautaro Martinez dalla parte di chi lo ha tentato, spiegando perché si è fermato subito.

«Un'icona, una leggenda dell'Inter»

Deco parte dal rispetto per il giocatore e per il club: «In primo luogo, Lautaro è un idolo dell'Inter e noi abbiamo molto rispetto per questo. Penso che sia un giocatore fantastico, spettacolare, un'icona, una leggenda dell'Inter e il capitano».

Il gradimento, del resto, non è mai stato un mistero. «È vero che, tra i giocatori che cercavamo e che pensavamo potessero essere adatti al Barça, Lautaro era uno di loro», ha spiegato. E poi ha aggiunto: «Era un giocatore che ci piaceva e che ci piace ancora. A me personalmente piace molto».

«Non era disponibile»: l'assalto si è fermato

La risposta dell'Inter è arrivata presto ed è stata netta. «Quando il mio presidente ha parlato con i presidenti dell'Inter e ci è stato detto che non era disponibile, per rispetto non abbiamo più insistito. Non abbiamo mai avuto contatti con il giocatore o con il suo agente», ha raccontato Deco.

Lo stesso concetto torna in un altro passaggio dell'intervista: «Nel momento in cui il club ci ha detto che non era disponibile, non abbiamo provato ad andare oltre e non ne abbiamo più parlato». Una risposta indiretta anche alle voci circolate nei mesi scorsi: «Cerchiamo di fare le cose in modo corretto e molto chiaro. A volte ci sono tante speculazioni sulla stampa, ma i club sanno come sono andate realmente le cose».

Il retroscena di Palmeri: il tavolo con Oaktree e Marotta

Alla conferma di Deco si aggiunge il retroscena raccontato da Tancredi Palmeri, che ricostruisce un passaggio finora poco noto: quello tra il capitano e la proprietà nerazzurra. «Il retroscena che vi svelo io è che Lautaro quando c'era il Barcellona si è seduto al tavolo con la proprietà e non solo Marotta. E ha detto "io voglio rimanere e non ho interesse", ma voleva sentire cosa c'era dall'altra parte. Oaktree e Marotta hanno detto: "Noi non abbiamo intenzione di venderti" e questo ha sancito la situazione».

Secondo questa ricostruzione, l'esito si è deciso in una stanza: da un lato un giocatore che voleva sentire cosa aveva da dire il club catalano, dall'altro una proprietà che ha chiuso la porta prima ancora di aprire una trattativa. E la conferma di Deco lo dice senza giri di parole: la pista catalana si è spenta nel momento in cui l'Inter ha fatto sapere che il suo capitano non era disponibile.

Una pista mai entrata nel vivo

Nel frattempo Lautaro ha continuato a rispondere sul campo: all'Olimpico, il 19 settembre, la doppietta da capitano ha firmato la rimonta sul 2-2 contro la Roma, in una serata segnata dal minuto di silenzio per Sandro Mazzola.

Era l'estate che Gianluca Di Marzio aveva preannunciato come il primo mercato rivoluzionario per l'Inter: un cantiere ampio, tra arrivi, partenze e un dossier rinnovi ancora aperto. Per il capitano, però, l'esito è stato quello raccontato da due lati: il Barcellona si è fermato davanti al no dell'Inter, e al tavolo con la proprietà è arrivata la conferma che non c'era intenzione di venderlo.

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