La notizia non è un nome, è un cambio di campo. Repubblica ha ricostruito un piano per portare Adriano Galliani alla presidenza della Figc: a guidarlo sono Beppe Marotta, presidente dell'Inter, e Luca Percassi, amministratore delegato dell'Atalanta. Le elezioni federali sono fissate per il 14 dicembre, le candidature vanno depositate entro il 4 novembre. Due date che adesso pesano su tutta la Lega di Serie A.
Dalla fiducia di aprile allo strappo
Marotta e Percassi non sono avversari storici di Malagò: sono stati tra i costruttori della sua candidatura. Ad aprile 2026 una fiducia quasi unanime dei club aveva portato al nome dell'ex numero uno del Coni, eletto il 22 giugno con il 68,58% dei voti. Il sostegno si è poi raffreddato fino a rompersi. Il motivo, secondo Repubblica, è il metodo: le società che si sentivano artefici di quella elezione lamentano una condivisione delle scelte quasi nulla.
Le decisioni che hanno aperto la frattura
Dopo la bufera Maldini-Leonardo-Pirlo, le società spingevano per Antonio Conte come ct della Nazionale: Malagò ha scelto Roberto Mancini. Stessa mancata comunicazione sul capo delegazione, indicato autonomamente in Diana Bianchedi, e sulla nomina di Beppe Signori alla guida dell'Under 20, secondo la Gazzetta ripresa da Calciomercato.com. «Sono dispiaciuto, ma quello è un mondo che cambia, dove ci sono alleanze che hanno facilità nel cambiare rapporti», ha detto Malagò, ricordando che furono proprio quei club a chiamarlo.
Chi sta con chi
Dentro la Lega convivono due operazioni. Sticchi Damiani del Lecce e Baldissoni del Monza raccolgono firme per sostenere Malagò, mentre Inter, Milan e Atalanta pensano a un altro candidato, e il nome che si fa largo è quello di Galliani. Secondo Repubblica le due orbite sono queste:
| Con Galliani | Con Malagò |
|---|---|
| Inter, Atalanta, Milan, Lazio, Cagliari | Napoli, Torino, Monza, Lecce, Bologna, Roma |
Altre società hanno preso tempo. Malagò rivendica il sostegno di 13 presidenti di Serie A, con nuclei solidi indicati da Repubblica in Napoli, Torino, Monza, Lecce, Bologna e Roma. Sky Sport, sabato sera, ha raccontato una Lega pronta a spostare i voti verso Galliani.
Il peso di Marotta
Per l'Inter il punto non è la poltrona in sé, ma chi muove le pedine: il suo presidente. Marotta è il dirigente che in primavera aveva fatto convergere la Serie A su Malagò, e lo stesso che oggi lavora al nome alternativo. «La garanzia per il futuro è Marotta», ha detto di lui Marco Tronchetti Provera. Galliani non è un outsider: per la Gazzetta ha 29 successi in 31 anni di Milan con Berlusconi, ha portato il Monza dalla D alla prima promozione in A ed è stato presidente della Lega di A dal 2002 al 2006. Un profilo che parla anche alle componenti minori: secondo la Gazzetta il sostegno a Galliani è trasversale, dalla Serie A a giocatori, allenatori, Serie B, Serie C e Dilettanti.
Il calendario comanda: entro il 4 novembre la Serie A dovrà aver scelto a maggioranza chi sostenere, il 14 dicembre l'assemblea federale voterà. Resta un dettaglio che dice molto: per essere eleggibile, Malagò ha dovuto tesserarsi come dirigente della squadra di calcio a 5 del Circolo Canottieri Aniene, dopo che il mancato tesseramento aveva portato al commissariamento deciso dal Coni. L'esito, scrive il Corriere, non è più scontato. Per l'Inter di Marotta il punto è che stavolta, a decidere, vogliono esserci.
