Un'altra notte dura a San Siro, e un allenatore che non si nasconde. Dopo il 3-4 contro il Club Brugge, quarta sconfitta consecutiva in Champions League, Cristian Chivu ha scelto la strada più diretta: «Dobbiamo lavorare e correggere determinate cose, sono io il primo responsabile», ha detto ai microfoni di Sky.
E in sala stampa, davanti ai giornalisti, ha spiegato perché la partita è scappata: «Il problema sono state le pressioni sbagliate, ci siamo allungati. Siamo sempre arrivati in ritardo sui riferimenti, soprattutto dopo il 2-1». E sul momento in cui tutto si è rotto: «Nella ripresa abbiamo avuto due occasioni chiare, poi abbiamo perso lucidità e siamo diventati frenetici».
«Dopo l'1-2 siamo andati fuori giri»
Il crollo è arrivato dopo le occasioni mancate a inizio ripresa: «Poi un po' di frustrazione e frenesia ci hanno fatto perdere l'equilibrio, è andato tutto fuori giri senza avere la lucidità e la calma per mantenere il piano gioco». A Sky la lettura è la stessa: «Dobbiamo imparare a capire i momenti della partita. Dopo l'1-2 siamo andati fuori giri». C'è anche il merito degli avversari: «Merito anche del Bruges che per intensità e qualità tecniche ci ha messo tanto in difficoltà».
La «sindrome Champions»
Alla domanda sulla «sindrome Champions» il tecnico ha risposto senza giri di parole: «Una spiegazione non c'è. Nelle ultime otto ne abbiamo vinta una, siamo tutti consapevoli di quello che non va in Champions. Ma non vuol dire che siamo più scarsi di ieri o dell'anno scorso».
I numeri, però, raccontano un problema più profondo. Secondo Opta l'Inter ha perso quattro gare consecutive nella Coppa dei Campioni/UEFA Champions League per la prima volta nella sua storia, e mai prima una squadra belga aveva segnato quattro reti contro un'avversaria italiana. Non sono bastati la doppietta di Lautaro, tornato al gol in Europa dopo undici mesi, e il gol di Bonny: dopo due giornate i nerazzurri sono ancora a zero punti, come dopo il ko col Real Madrid all'esordio.
Cosa serve per invertire la rotta
La ricetta indicata dal tecnico passa dall'atteggiamento: «Dobbiamo aver l'umiltà che in Champions dobbiamo fare un certo tipo di partite, c'è tanto lavoro da fare. Dobbiamo pareggiare l'intensità dell'avversario, se vai piano non vai da nessuna parte in questa competizione». Servirà anche più calma: «Dobbiamo migliorare nel mantenere la calma e di non metterci addosso troppe pressioni», ha aggiunto, e il mea culpa è anche sulla gestione: «Forse dovevo trasmettere più calma e serenità nell'intervallo».
Resta il problema di fondo, quello che lo stesso Chivu ha messo a fuoco: «In Champions devi trovare il cinismo nel fare gol, a volte siamo presi da quello che vogliamo fare quest'anno e forse dovremo cambiare qualcosa».
In Serie A, intanto, l'Inter resta prima a 16 punti dopo sei giornate, con cinque vittorie e un pareggio: «Siamo consapevoli di quello che non va, cerchiamo di rimediare alla nostra preparazione mentale», ha spiegato Chivu. Sabato 17 ottobre alle 18 i nerazzurri sono attesi dal Bologna al Dall'Ara; mercoledì 21, alle 21, torna la Champions con lo Shakhtar Donetsk a San Siro.
«Mancano sei partite del girone, faremo del nostro meglio per invertire la rotta», ha promesso. A partire da Bologna, prima di ritrovare l'Europa: perché il tempo, in questa Champions, è già poco.
