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Chivu: «Voglio creare qualcosa che duri. Il sogno? La Champions»

Intervistato da Futnet, il tecnico nerazzurro racconta il progetto Inter: «Voglio creare una cosa che duri». Sulla Champions: «È il sogno di tutti», ma «non esiste una ricetta» per vincerla.

Di Redazione Interisti.org3 min di lettura

Giornali sportivi aperti su un piano di marmo, accanto a una tazza di caffè
L'intervista di Chivu a Futnet è stata ripresa dai principali quotidiani sportivi italiani.

Punti chiave

  • «Voglio creare una cosa che duri, una cosa che lasci qualcosa di importante»
  • Champions: «È il sogno di tutti», ma «non esiste una ricetta» per vincerla
  • Pio Esposito: «Ha avuto il coraggio di mollare la Primavera», e il retroscena sul Triplete

Un progetto, prima ancora che una stagione. Nell'intervista concessa a Futnet, la piattaforma di sportech che offre ai giovani calciatori valutazioni professionali indipendenti, Cristian Chivu parla delle sue responsabilità, del sogno Champions, del percorso di Pio Esposito. E della notte del Triplete.

«Voglio creare una cosa che duri»

Il tecnico non usa giri di parole: «So dove sono capitato, so qual è la mia responsabilità, so quello che vuol dire avere questa grande responsabilità — ha esordito Chivu —. Ma soprattutto so che ho la responsabilità nei confronti dei miei giocatori e voglio creare una cosa che duri, una cosa che lasci qualcosa di importante nella pagina di questa meravigliosa società. Sto lavorando per quello».

La strada, spiega, è fatta di tappe brevi: «Ho mini obiettivi da raggiungere in breve tempo, perché non penso mai troppo a lungo termine: è partendo con i piccoli passi che puoi raggiungere quelli che sono gli obiettivi che ti permettono poi di sognare più in grande».

«È il sogno di tutti»

Poi il traguardo più grande, quello che Chivu ha già alzato da giocatore nel 2010: «Vincere la Champions è bellissimo. È il sogno di tutti. C'è una grossa differenza tra una partita di campionato e una di Champions». Nessuna scorciatoia: «Non esiste una ricetta che ti dia la certezza che puoi vincere la Champions, non esistono i soldi che ti possono comprare una Champions. È una somma di tante cose: durante la stagione arrivi a un certo punto, ma tardi, tipo a marzo, e capisci a che punto sei».

E la favorita del torneo? «Oggi dire chi è la favorita, sì, sulla carta è semplice. Ma chi arriverà in fondo, chi ce la farà, non è altrettanto semplice da dire».

Il coraggio di Pio Esposito

Sui giovani, il tecnico ha indicato il percorso di Pio Esposito: «Lui ha avuto il coraggio, nessuno lo racconta, di mollare la Primavera, di andare in un'altra realtà che è la Serie B, in un'altra città dove doveva dimostrare, ripartire da zero». E ora: «In Prima Squadra l'ho ritrovato più pronto, più maturo, con la stessa fame e la stessa voglia di migliorarsi».

E sul talento italiano: «Una situazione così drammatica io non la vedo, perché il talento emerge sempre». Niente alibi, però: solo «scuse», perché «la colpa è nostra».

Della piattaforma, di cui è il primo membro dell'Honor Wall, Chivu elogia la funzione: 200 valutazioni gratuite offerte ai ragazzi, che caricano i propri video e vengono giudicati da professionisti come Walter Sabatini, Christian Brocchi e Walter Zenga. Da novembre anche i club potranno osservarli.

La notte del Triplete

Il ricordo personale chiude l'intervista, sulla notte del Triplete, il 22 maggio 2010 a Madrid: Chivu non festeggiò con i compagni. «Avevo l'aereo e dovevo tornare in nazionale il giorno dopo, nonostante l'allenatore della nazionale mi avesse dato qualche giorno libero — ha raccontato —. Ma ho detto "no, sono capitano della squadra, io devo partire come tutti gli altri"».

Lo stesso senso di responsabilità con cui guida oggi l'Inter, seconda a 13 punti dopo cinque giornate, reduce dal 2-2 dell'Olimpico e dal 2-0 sul Lumezzane. Il campionato riparte sabato 10 ottobre contro il Parma a San Siro, poi martedì 13 il Club Brugge in Champions League: il piano per le prossime partite.

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