Lo ha scritto l'Inter nel messaggio pubblicato in mattinata: «Dedizione, coraggio, senso di appartenenza: il tecnico nerazzurro rappresenta alla perfezione i valori che contraddistinguono maggiormente l'Inter». Cristian Chivu, nato a Reșița il 26 ottobre 1980, compie 46 anni sulla panchina della Prima Squadra, la posizione in cui nessuno lo immaginava nel 2014, quando smise di giocare.
Il Double e il primato di Castellazzi
La nota del club non si ferma agli auguri. Ricorda che Chivu allena la Prima Squadra dall'estate del 2025 e che alla prima stagione ha guidato l'Inter al Double nazionale, con la vittoria del 21° scudetto e della decima Coppa Italia della storia nerazzurra. Poi aggiunge un primato: secondo il club, è il secondo uomo nella storia nerazzurra capace di vincere il campionato italiano sia da giocatore sia da allenatore, dopo Armando Castellazzi, che ci riuscì negli scudetti 1929/30 e 1937/38.
Il conto, letto dalla sua parte, è ancora più netto: tre scudetti li aveva vinti da calciatore, questo è il quarto titolo italiano della sua vita in nerazzurro e il primo arrivato dalla panchina. Sedici anni separano il primo dal quarto: non è la biografia di un miracolo, è quella di una filiera interna costruita dentro il club.
Sette stagioni, nove trofei
Il giocatore era arrivato a Milano nel 2007, dalla Roma, con la fascia di capitano della Romania. In nerazzurro è rimasto sette stagioni: 169 presenze, 3 gol e nove trofei, cioè tre scudetti, una Champions League, un Mondiale per Club, due Coppe Italia e due Supercoppe Italiane. Il Triplete del 2010 resta il punto più alto di quella vita da calciatore, e da allora la sua storia con l'Inter non si è più interrotta.
Tra il ritiro e la prima squadra ci sono sei anni di settore giovanile, dal 2018 al 2024, passati allenando dentro il club prima di ricevere la panchina più esposta. È il dato che spiega meglio degli altri il «senso di appartenenza» evocato oggi dall'Inter: il tecnico non è arrivato dall'esterno, è cresciuto nella stessa casa in cui ora decide.
Che cosa dice la sua Inter
La squadra del compleanno è prima in Serie A con 22 punti in otto giornate, sette vittorie e un pareggio, nessuna sconfitta, davanti alla Lazio per differenza reti. Il modo in cui è arrivato l'ultimo punto racconta più della classifica: sotto al 65' contro la Fiorentina per il gol di Jimenez, l'Inter ha pareggiato con Thuram nel recupero e ha ribaltato tutto con il rigore di Zielinski. È la firma di questa squadra: non domina sempre, ma non si arrende.
In campionato non ha ancora perso. In Europa il discorso cambia, e il bilancio è il dossier aperto della sua seconda stagione: tre punti in tre partite di Champions League, con la sconfitta di Madrid contro il Real, il 3-4 in casa con il Bruges e l'1-0 sullo Shakhtar. Tre gare e un solo dato che pesa: in Europa l'Inter non è ancora quella del campionato.
Prima però c'è altro: mercoledì 28 ottobre a Venezia, poi il derby del 31 ottobre. Chivu li affronta da primo in classifica, a 46 anni, con un Double in bacheca e un'Europa ancora da sistemare. La seconda carriera nerazzurra è al secondo capitolo, e il primo si è chiuso con due trofei.
