L'analisi ufficiale del club sintetizza bene la sfida: l'Inter è la squadra che ha segnato di più in questo avvio, la Roma quella che ha subito meno. Tredici gol contro uno. Entrambe arrivano all'Olimpico a punteggio pieno e in questo primo scorcio di stagione sono le due formazioni con il baricentro più alto del campionato, con l'Inter prima per possesso palla e la Roma terza.
Come gioca la Roma di Gasperini
Al secondo anno con Gian Piero Gasperini la Roma ha assorbito i principi del 3-4-2-1: gioco veloce, sviluppo sulle fasce e triangoli tra braccetto difensivo, esterno di centrocampo e trequartista. In area, oltre a Malen, si inserisce uno dei due mediani tra Koné e Cristante oppure il braccetto difensivo opposto, più di una volta Mancini.
L'altra arma è la verticalità improvvisa: i lanci di Hermoso e Cristante cercano Dybala tra le linee, che si gira e serve Malen in profondità. Accanto a Dybala, Gasperini ha alternato Soulé e Mora, aumentando qualità e imprevedibilità nell'ultimo terzo di campo.
Il nodo del centrocampo nerazzurro
L'assenza più pesante per Chivu è quella di Calhanoglu, fermato da un risentimento muscolare all'adduttore della coscia destra. La soluzione designata è Zielinski, già titolare contro l'Udinese e autore di un assist in quella partita. Barella dovrebbe restare più al centro, con Curtis Jones favorito su Sucic per una maglia da titolare e Mkhitaryan in ballottaggio per un posto in panchina. Con Calhanoglu fuori, l'Inter perde anche il suo principale battitore da fermo: una variabile che pesa in una partita nella quale i giallorossi concedono poco e nella quale le palle inattive possono risultare decisive.
Il dato del possesso racconta poi un'altra partita nella partita: entrambe le squadre tengono il baricentro alto e provano a imporre il gioco, e chi riuscirà a rompere per primo le linee avversarie troverà più spazio. Per la Roma la chiave è la verticalità di Dybala; per l'Inter, la capacità degli esterni di arrivare sul fondo e di riempire l'area con gli inserimenti dei mediani.
Difesa e attacco: le scelte
Senza Stones, fermato da un problema muscolare, il terzetto difensivo cambia: Akanji si sposta al centro e Bisseck è in pole per una maglia da braccetto opposto a Bastoni, con Pavard come alternativa. Sulle fasce Dimarco è pronto a riprendersi il posto a sinistra e Diouf è confermato a destra. Davanti non dovrebbero esserci dubbi, con Thuram confermato e il rientro di Lautaro Martinez, rimasto in panchina per tutta la gara con l'Udinese. Tra le probabili formazioni pubblicate dal Corriere dello Sport, l'Inter è indicata con Josep Martinez tra i pali, Zielinski in regia e la coppia Lautaro-Thuram in attacco.
La partita vale il primo posto in classifica e arriva nell'ultima giornata prima della sosta: per capire dove siamo, la nostra analisi della classifica mette in fila i numeri delle prime quattro giornate, mentre la trasferta di Madrid è stata ripercorsa in Real Madrid-Inter 2-1.
