L'ultima sosta per le nazionali è servita a Lautaro Martinez per raccontarsi. Il capitano dell'Inter ha rilasciato una lunga intervista ai canali ufficiali dell'Afa, la Federcalcio argentina, e Tuttosport l'ha ripresa il 17 ottobre con un titolo che parla di «veleno». Dentro c'è il Mondiale del 2022, quello vinto in Qatar, e c'è l'Inter.
«Non potevo abbandonare la nave»
Il passaggio che ha fatto rumore è questo: «In quel periodo c'erano tre o quattro compagni dell'Inter che avevano anche loro dei problemi fisici e pensavano più al Mondiale che al club. Io invece sono diverso. Sono una persona fedele a chi mi apre le porte, a chi mi tratta in maniera incredibile. Sono responsabile nei confronti del mio lavoro, perché lo sento dentro di me. In quel momento sentivo che non potevo abbandonare la nave, lasciare il club. E quindi ho continuato a giocare. Non voglio perdere un allenamento, non voglio saltare nessuna partita».
Nessun nome, nessuna accusa esplicita: Lautaro parla al plurale e resta sul proprio caso. La frase della nave è quella che regge tutto il resto.
La caviglia, il Messico e le infiltrazioni
Il Mondiale qatariota si giocò dal 20 novembre al 18 dicembre, in mezzo alla stagione. Lautaro ci arrivò con un problema alla caviglia destra che, scrive Tuttosport, rischiò persino di richiedere un'operazione. Il primo allenamento in Argentina chiarisce subito la gravità: «Mi ricordo che al primo allenamento con la Nazionale, dopo il viaggio, abbiamo fatto un po' di mobilità e già non sentivo più la caviglia». Poi le infiltrazioni, partita dopo partita: «...ma dopo quella contro il Messico è diventato davvero difficile continuare. I primi cinque o sei passi, appena sveglio, erano da piangere per il dolore».
In Qatar partì titolare e finì per perdere il posto: Julián Álvarez gli prese il ruolo, e l'Argentina alzò comunque la coppa. Il punto, per chi legge da Milano, non è il rendimento di quel mese: la frase sulla nave arriva da uno che stava giocando col dolore, e che all'Inter sarebbe tornato lo stesso.
Il giornale che prova a fare i nomi
Tuttosport non si è fermato alla citazione: ha provato a mettere i nomi dietro la frase, indicando tre ex nerazzurri che in quei mesi convivevano con problemi fisici e col pensiero del Mondiale. È una ricostruzione del giornale, non una dichiarazione del giocatore: Lautaro non ha fatto nomi, e la frase resta aperta. Chi legge può solo prendere atto che il capitano ha scelto di restare.
L'eco di oggi
Adesso la situazione è rovesciata. Lautaro è fermo per un risentimento ai flessori della coscia sinistra, emerso dagli esami del 15 ottobre: salterà circa sette partite, con il rientro indicato dopo la sosta di novembre, il 22 a Bergamo contro l'Atalanta. Non è lui a decidere di giocare: alla vigilia di Bologna lo ha spiegato Chivu, «non sono un medico, mi è stato detto che i tempi sono quelli e probabilmente tornerà dopo la sosta».
La differenza sta tutta lì. Nel 2022 la scelta di stringere i denti fu sua, e la raccontò come una questione di lealtà verso chi gli aveva aperto le porte. Oggi la decisione è in mano allo staff medico e il capitano può solo aspettare. La nave, intanto, resta la sua.
