Il punto sul futuro di Hakan Calhanoglu è stato riassunto da Tuttosport, edizione del 23 settembre, in una riga sola: la trattativa per il rinnovo «non solo non è mai decollata, ma non è neppure iniziata». Da qui parte tutto, e da qui nasce anche una seconda pista per il club nerazzurro: quella per l'erede.
Il rinnovo fermo: trattativa mai iniziata
Il dato contrattuale è noto: Calhanoglu è in scadenza il 30 giugno 2027, quindi nell'ultimo anno di accordo, la condizione che di norma porta le parti al tavolo. Non è ancora accaduto, e la spiegazione non è una rottura. Né la dirigenza né il giocatore hanno voglia di separarsi: il turco a Milano sta benissimo e non ha mai dato adito alle voci provenienti dalla Turchia. Il tema era già sul tavolo a metà settembre: ecco il primo quadro del dossier.
Dario Baccin, che ha ripreso in mano tutte le pratiche, ha tutta l'intenzione di intrecciare i discorsi sul futuro. Il nodo, quando ci si siederà al tavolo con l'agente Gordon Stipic, sarà l'ingaggio: Calhanoglu, che a febbraio compirà 33 anni, è tra i giocatori più costosi della rosa. Secondo il Corriere dello Sport l'ipotesi è un nuovo accordo a cifre più basse, con una parte variabile legata alle presenze. Il contesto generale è nel piano rinnovi del nuovo direttore sportivo.
I guai fisici che pesano sul dossier
C'è poi il capitolo più delicato, il corpo. Lo stop rimediato con il Real Madrid è il primo infortunio stagionale, e per un giocatore che nelle ultime due stagioni ha rimediato dieci problemi fisici a intermittenza è un campanello d'allarme. Il dato che pesa di più: nella scorsa annata il centrocampista ha passato quasi 90 giorni da indisponibile.
Nessuno di quegli stop è stato particolarmente grave, ma la somma semina dubbi sulla tenuta di lungo periodo, e un eventuale prolungamento non può ignorarli. Il presente, però, resta saldamente nelle sue mani: l'avvio di stagione parla di 2 gol in 4 presenze e Chivu lo aspetta. Il rientro è programmato per il 10 ottobre, quando al Meazza arriva il Parma: in questi giorni Calhanoglu lavora ad Appiano Gentile per farsi trovare pronto.
Romano, il profilo per l'erede
Con il rinnovo fermo, l'Inter allarga lo sguardo. A Baccin «piace parecchio» Alessandro Romano: centrocampista classe 2006, nato e cresciuto in Svizzera, ha ottenuto dalla Fifa il via libera al cambio di nazionalità sportiva ed è stato convocato per la prima volta da Roberto Mancini in vista di Italia-Belgio. Non c'è nessuna trattativa avviata, e lo stesso Baccin ha spiegato che «è prematuro fare nomi». Sul giocatore è forte anche la concorrenza della Juventus: Tuttosport parla di un possibile «derby d'Italia» di mercato.
Il profilo, però, risponde all'identikit nerazzurro: età bassa, perché la carta d'identità conta per Oaktree, formazione italiana e caratteristiche diverse da quelle del turco, adatte a un centrocampo più dinamico. E il canale con il Cagliari, storicamente privilegiato (l'esempio più lampante resta Nicolò Barella), è un'altra ragione per tenere i fari accesi.
In rosa, intanto, c'è già un nome su cui ragionare: Aleksandar Stankovic, il cui percorso è tutto da definire. Due binari paralleli, dunque: il rinnovo di Calhanoglu da una parte, la ricerca dell'erede dall'altra. Nessuno dei due è vicino al traguardo.
