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Bologna-Inter, la moviola: il giallo a Thuram divide

Al 61' Doveri ammonisce Thuram per simulazione su un contatto con Darmian. Il Corriere dello Sport parla di giallo sbagliato ma di rigore giustamente negato, Luca Marelli di errore evidente e rigore.

Di Redazione Interisti.org3 min di lettura

Fischietto da arbitro appoggiato su un prato verde, senza simboli di squadra
Bologna-Inter 1-3: la moviola del giallo per simulazione a Thuram al Dall'Ara.

Punti chiave

  • Doveri fischia simulazione al 61', dopo un contatto leggero tra Darmian e Thuram in area
  • Corriere dello Sport: giusto non dare rigore, ma l'ammonizione resta un errore
  • Marelli: aggancio sulla gamba d'appoggio, c'era margine per la on-field review

Bologna-Inter 1-3. Al 61', sull'1-1, Thuram entra in area da sinistra, salta Darmian con un dribbling e cade. Doveri non indica il dischetto: indica il centrocampo e ammonisce il francese per simulazione. È l'episodio che ha diviso la moviola.

Cosa ha visto Doveri

La dinamica è semplice, e per questo discutibile. Thuram punta Darmian, lo supera e cerca l'appoggio per la sterzata, mentre il difensore allunga la gamba. L'arbitro è vicino, vede il contatto e lo giudica insufficiente: per lui il francese si è lasciato cadere.

Il Corriere dello Sport, nella moviola firmata da Patrick Iannarelli e pubblicata il 18 ottobre alle 9.29, dà a Doveri un 5,5. La ricostruzione è netta: il tocco di Darmian c'è, il contatto è leggero, con la nuova tolleranza è giusto non assegnare il rigore, ma la sanzione per simulazione resta un errore. Avrebbe anche dovuto ammonire Sucic per SPA prima del giallo a Bernardeschi.

La nuova tolleranza

Il punto è che cosa si considera fallo in area nel 2026. La tolleranza sui contatti leggeri ha spostato la soglia: un appoggio, una spinta minima, una gamba che cerca il corpo senza spostarlo non bastano più. La Gazzetta dello Sport parla di contatto evidente ma leggero secondo i parametri odierni, la stessa linea del Corriere. Se la soglia è questa, il rigore non c'è. Ma se il contatto c'è, la simulazione non c'è: il giallo diventa un errore di lettura, non una scelta di severità.

Perché il VAR non è intervenuto

Il Corriere dà a Gariglio, al VAR, un 6 e scrive che su quel contatto non può intervenire. Luca Marelli la vede all'opposto, nella notte tra il 18 e il 19 ottobre su DAZN: parla di «chiaro e evidente errore», nota dai replay «proprio un chiaro aggancio sulla gamba di Thuram, la gamba di appoggio» e sostiene che ci fosse «molto margine per un intervento del VAR con una on-field review».

Il nodo è la natura dell'errore. Il protocollo rivede rigori, espulsioni e scambi di persona, non un giallo per simulazione in sé. Se però la caduta vale rigore, la mancata assegnazione entra nelle caselle rivedibili: è la strada di Marelli. Il Corriere si ferma un passo prima. Due letture dello stesso protocollo, non due versioni dei fatti.

Barella e la «prassi»

Il resto riguarda le proteste, in una ripresa che lo stesso Corriere descrive con troppo spazio lasciato al nervosismo. Tuttosport, il 18 ottobre alle 15.29, ricostruisce un episodio senza cartellino: dopo un angolo non concesso, con la palla uscita dopo un tocco di un giocatore dell'Inter, Barella allarga le braccia verso Doveri. L'arbitro lo richiama, e il capitano, fascia al braccio in assenza di Lautaro, ripete tre volte «stai calmo».

Il giornale torinese non si limita a raccontarlo: parla di una «prassi» dell'Inter, quella di intimidire il direttore di gara, e la collega a un episodio simile di Lautaro Martinez contro il Monza. È una lettura del quotidiano, non un fatto accertato: la partita è finita senza provvedimenti.

Il resto lo dicono i numeri. Carlos Augusto firma il 2-1 al 69' in posizione regolare, il gol di Bonny annullato è un fuorigioco di centimetri, e l'Inter chiude con 19 punti in sette giornate. La cronaca della rimonta e le pagelle della stampa raccontano il resto.

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